Astice alla Catalana

  • Difficoltà:
    Bassa
  • Cottura:
    12 min
  • Preparazione:
    20 min
  • Dosi per:
    2 persone
  • Costo:
    Elevato

Astice alla CatalanaL’astice alla catalana, come si evince dal nome, è un piatto di origine spagnola, per la precisione della regione della Catalogna.
L'astice alla catalana è una pietanza semplice ma molto gustosa, formata da polpa di astice mista a pomodori e cipolla rossa, può essere servita sia come antipasto che come secondo piatto, e può essere realizzata anche con un altro pregiato crostaceo: l’aragosta.

Ingredienti

■ Preparazione

Astice alla Catalana
Per preparare l'astice alla catalana cominciate tagliando a rondelle sottili la cipolla rossa (1) (meglio se di Tropea) e mettetela a bagno in una ciotola coperta con acqua (2) e un cucchiaio di aceto per almeno 20 min.
Se avete acquistato un astice vivo, legate le sue chele con degli elastici spessi, in modo che non vi possa pizzicare.
Nel frattempo mettete a bollire una capiente pentola di acqua, nella quale immergerete rapidamente l’astice (3) precedentemente sciacquato sotto l’acqua corrente; coprite immediatamente la pentola con un coperchio per evitare schizzi di acqua bollente dovuti al dimenarsi dell’astice; trascorsi non più di 10-12 minuti, estraete l’astice dall’acqua e lasciatelo sgocciolare.
Astice alla Catalana
Prelevate l'astice dalla pentola e adagiatelo sul tagliere (4); con l'aiuto di un trinciapollo, tagliate la corazza dell'astice (5) sulla parte dell'addome per tutta la lunghezza, quindi divaricate la corazza ed estraete la polpa intera. (6)
Volendo potete procedere anche in questo modo: separate la testa dell’astice dal resto del corpo, quindi con un trinciapollo, tagliate la corazza della coda per il lungo con delicatezza (sia sulla schiena che sull’addome) in modo da estrarre la polpa tutta intera.
Astice alla Catalana
Una volta aperto l'astice in due parti (7), tagliate la polpa dell'astice a rondelle, mentre con l’aiuto dell’apposito attrezzo o, in mancanza, con uno schiaccianoci (8-9), rompete il guscio delle chele e recuperatene la polpa interna estraendola tutta intera (avrà la stessa forma delle chele).
Astice alla Catalana
In una ciotolina raccogliete con un cucchiaino la parte molle contenuta nella testa dell’astice e mischiatela con olio, limone, sale e pepe macinato. (11-12)
Affettate ora i pomodori, conditeli con olio e sale e stendetene un letto su di un piatto da portata, adagiatevi la polpa dell’astice tagliata a rondelle e le chele, guarnite con le rondelle di cipolle precedentemente scolate e versatevi sopra la salsina preparata con olio, limone e la parte molle dell'astice raccolta col cucchiaino. (12)


■ Consiglio


Per una superba riuscita della ricetta dell’astice alla catalana, sarebbe ideale acquistare dell’astice vivo, ma se non ve la sentite di maneggiare questo crostaceo, potete ripiegare sull'astice congelato.


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I vostri Commenti ( 14 Commenti )

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14
giunela ha scritto: ( 2 mesi fa )
Bab77 ha perfettamente ragione.
13
Sonia-Gz ha scritto: ( 4 mesi fa )
@Valeria: certo!
12
Valeria ha scritto: ( 4 mesi fa )
ciao sonia..e' possibile aggiungere del brandy alla salsina??
11
marco ha scritto: ( 5 mesi fa )
ho provato a lasciare una risposta, prima di Federica, ma a quanto pare vengono pubblicate solo le cose che fanno comodo.

Comunque lascio questa piacevole e "democratica" discussione agli amici "animalisti" e, per quanto mi riguarda, continuerò a fare sempre come ho fatto fino ad ora... Buon appetito.
10
federica ha scritto: ( 5 mesi fa )
@Alessandro: assolutamentr d'accordo con tr
9
Alessandro ha scritto: ( 5 mesi fa )
@Marco : non per polemica ma credo che dovrebbe essere l'animale stesso a dire che non soffre assolutamente ad essere immerso in acqua bollente dalla testa
8
mattia ha scritto: ( 5 mesi fa )
ahahahahah questa discussione di che fa ridere.... Altro che zelig..... Ahahahahahah ma mangiate e non rompete per favore
7
bab77 ha scritto: ( 5 mesi fa )
Scusa Sonia, mi rendo conto che in un sito di cucina certi commenti sono fuori luogo, ma certe cose non le si può davvero sentire! Quindi mi limito a rispondere a chi ha scritto.
La legge 189/94 sul maltrattamento degli animali che introduce nel Codice Penale l?articolo 544-ter, recita: ?Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro?.
La necessità probabilmente viene identificata da molti con la nostra usanza o tradizione culinaria o consuetudine (chiamiamola come vogliamo) di cucinare questi animali vivi (questo è il motivo per cui in una sentenza un giudice ha stabilito il 19/10/09 che non è reato cucinare questi animali vivi), ma io credo che ci sia sempre tempo per cambiare certe "abitudini" dato che il rispetto verso gli animali è per fortuna cresciuto un po' negli ultimi anni. Dopo tutto, è tradizione dei giapponesi mangiare la carne di balena, ma la loro caccia ha portato quasi allo sterminio questi animali. Però è una loro tradizione culinaria, che vogliamo fare, li lascereste continuare? Sono due cose diverse certo, ma alla base c'è sempre il rispetto verso gli animali, che non si dovrebbe lasciare da parte solo perché la pappa poi risulta meno buona... Chi vi parla è una che mangia carne e pesce, ma sono favorevole al miglioramento delle condizioni di vita ed i metodi di "macello" quando questi sono possibili. E di sicuro uccidere con un taglio netto tra la testa ed il corpo un astice prima di buttarlo vivo in una pentola di acqua bollente (ma chissà perché si dimena...?) è un gesto di rispetto per evitare una sofferenza inutile. Così non morirebbe in 5-6 secondi, ma in uno netto...
6
Marco ha scritto: ( 8 mesi fa )
Resto veramente stupito dell'ignoranza che ancora gira in merito a questo argomento.
Tralasciando le figure animaliste (che poco hanno a che vedere con la realtà) sia l'astice che tutti i crostacei che restano vivi fino al momento della cottura, SI DEVONO ASSOLUTAMENTE finire con una morte che non sia traumatica, che sia il più veloce possibile e che non faccia soffrire l'animale, che, non dimentichiamolo, merita tutto il nostro più profondo rispetto, dato che ci serve per sfamarci.
Ebbene, tantissimi non sanno che afferrare il crostaceo per la parte posteriore, (avendo cura di tenere chiusa la coda per ovvi motivi), e immergerlo con la parte anteriore nell'acqua bollente, permette a quest'ultimo di non soffrire assolutamente della morte, dato che in due-tre secondi praticamente è tutto finito.
Questo, è il vero motivo che giustifica tale fatto. Ve lo dice un ex pesctore di professione di Aragoste, che sono state tanto Benedette e rispettate nella maniera più assoluta ed Etica del caso.
Pronto a discutere con chi avesse ancora dei dubbi.
5
RicetTina ha scritto: ( 10 mesi fa )
@Daniela, mi pare ovvio che commenti di animalisti o vegani estremisti, su un sito che tratta di cucina, sono veramente fuori luogo.
Prima devono dichiarare che questi "nostri" siti sono illegali, poi ne riparleremo.
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