Astice alla Catalana
- Difficoltà:
Bassa - Cottura:
12 min - Preparazione:
20 min - Dosi per:
2 persone - Costo:
Elevato
|
Ingredienti
|
■ Preparazione

Se avete acquistato un astice vivo, legate le sue chele con degli elastici spessi, in modo che non vi possa pizzicare.
Nel frattempo mettete a bollire una capiente pentola di acqua, nella quale immergerete rapidamente l’astice (3) precedentemente sciacquato sotto l’acqua corrente; coprite immediatamente la pentola con un coperchio per evitare schizzi di acqua bollente dovuti al dimenarsi dell’astice; trascorsi non più di 10-12 minuti, estraete l’astice dall’acqua e lasciatelo sgocciolare.

Volendo potete procedere anche in questo modo: separate la testa dell’astice dal resto del corpo, quindi con un trinciapollo, tagliate la corazza della coda per il lungo con delicatezza (sia sulla schiena che sull’addome) in modo da estrarre la polpa tutta intera.


Affettate ora i pomodori, conditeli con olio e sale e stendetene un letto su di un piatto da portata, adagiatevi la polpa dell’astice tagliata a rondelle e le chele, guarnite con le rondelle di cipolle precedentemente scolate e versatevi sopra la salsina preparata con olio, limone e la parte molle dell'astice raccolta col cucchiaino. (12)
■ Consiglio
Per una superba riuscita della ricetta dell’astice alla catalana, sarebbe ideale acquistare dell’astice vivo, ma se non ve la sentite di maneggiare questo crostaceo, potete ripiegare sull'astice congelato.
Altre Ricette che ti potrebbero interessare
I vostri Commenti ( 14 Commenti )
Se hai provato a realizzare questa ricetta aggiungi un tuo commento, se invece preferisci un consiglio prima di realizzarla richiedi qui un parere.
Prova anche a chiedere consigli alla nostra numerosa comunità nel Forum
Lascia un Commento

L’astice alla catalana, come si evince dal nome, è un piatto di origine spagnola, per la precisione della regione della Catalogna. 










Comunque lascio questa piacevole e "democratica" discussione agli amici "animalisti" e, per quanto mi riguarda, continuerò a fare sempre come ho fatto fino ad ora... Buon appetito.
La legge 189/94 sul maltrattamento degli animali che introduce nel Codice Penale l?articolo 544-ter, recita: ?Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro?.
La necessità probabilmente viene identificata da molti con la nostra usanza o tradizione culinaria o consuetudine (chiamiamola come vogliamo) di cucinare questi animali vivi (questo è il motivo per cui in una sentenza un giudice ha stabilito il 19/10/09 che non è reato cucinare questi animali vivi), ma io credo che ci sia sempre tempo per cambiare certe "abitudini" dato che il rispetto verso gli animali è per fortuna cresciuto un po' negli ultimi anni. Dopo tutto, è tradizione dei giapponesi mangiare la carne di balena, ma la loro caccia ha portato quasi allo sterminio questi animali. Però è una loro tradizione culinaria, che vogliamo fare, li lascereste continuare? Sono due cose diverse certo, ma alla base c'è sempre il rispetto verso gli animali, che non si dovrebbe lasciare da parte solo perché la pappa poi risulta meno buona... Chi vi parla è una che mangia carne e pesce, ma sono favorevole al miglioramento delle condizioni di vita ed i metodi di "macello" quando questi sono possibili. E di sicuro uccidere con un taglio netto tra la testa ed il corpo un astice prima di buttarlo vivo in una pentola di acqua bollente (ma chissà perché si dimena...?) è un gesto di rispetto per evitare una sofferenza inutile. Così non morirebbe in 5-6 secondi, ma in uno netto...
Tralasciando le figure animaliste (che poco hanno a che vedere con la realtà) sia l'astice che tutti i crostacei che restano vivi fino al momento della cottura, SI DEVONO ASSOLUTAMENTE finire con una morte che non sia traumatica, che sia il più veloce possibile e che non faccia soffrire l'animale, che, non dimentichiamolo, merita tutto il nostro più profondo rispetto, dato che ci serve per sfamarci.
Ebbene, tantissimi non sanno che afferrare il crostaceo per la parte posteriore, (avendo cura di tenere chiusa la coda per ovvi motivi), e immergerlo con la parte anteriore nell'acqua bollente, permette a quest'ultimo di non soffrire assolutamente della morte, dato che in due-tre secondi praticamente è tutto finito.
Questo, è il vero motivo che giustifica tale fatto. Ve lo dice un ex pesctore di professione di Aragoste, che sono state tanto Benedette e rispettate nella maniera più assoluta ed Etica del caso.
Pronto a discutere con chi avesse ancora dei dubbi.
Prima devono dichiarare che questi "nostri" siti sono illegali, poi ne riparleremo.