Casoeûla

Casoeûla
  • Difficoltà:
    Bassa
  • Cottura:
    150 min
  • Preparazione:
    30 min
  • Dosi per:
    4 persone
  • Costo:
    Basso

CasoeûlaLa casoeûla è un piatto tipico della cucina milanese, composta principalmente da verze e da diversi tagli e parti del maiale.
Si pensa che il nome  "casoeûla", derivi dal termine cazza, ovvero tazza o casseruola, a indicare il recipiente dove viene cotta.
La casoeûla è una pietanza molto antica: si narra che la sua diffusione nel capoluogo lombardo risalga all’epoca della dominazione spagnola. A portare la casoeûla a Milano sarebbe stato un soldato spagnolo, che innamoratosi di una giovane milanese che lavorava come cuoca di una nobile famiglia, le insegnò a preparare la pietanza che lei poi servì con grande successo.
La casoeûla è un piatto povero, perché si prepara con gli avanzi del maiale e con le verze, verdura assai presente nelle campagne della Lombardia.
La tradizione vuole che i periodi dell’anno più adatti per la preparazione della casoeûla siano il tardo autunno e l’inverno, quando le verze, attaccate dal primo gelo nei campi , richiedono minore cottura; in alcune zone della Lombardia , la casoeûla si prepara anche in estate, proprio per smaltire gli ultimi resti del maiale macellato durante l’inverno.
Anche se esistono diverse piccole varianti per la preparazione della casoeûla, gli ingredienti principali sono la verza e il maiale.  In linea di massima, per preparala, vengono utilizzati dei salamini dolci chiamati “verzini” (ma c'è chi utilizza anche la salsiccia lucanega, tipica lombarda) , le costine (o puntine), le cotenne, il  piedino, le orecchie e il codino di maiale.
La preparazione della casoeûla richiede tempo e pazienza ma il risultato è molto gustoso e sono in molti a esserne ghiotti: dato il suo alto valore nutriente può essere servita come piatto unico.

Nonostante la ricetta originale della casoeûla, preveda che, oltre al piedino e alle cotenne, sia presente anche l'orecchio e il codino di maiale, in questa ricetta non sono stati aggiunti per alleggerire un po' la preparazione e renderla più vicina ai gusti moderni.

Ingredienti

■ Preparazione

Casoeûla
La preparazione della casoeûla inizia con la pulizia delle cotenne e del piedino, che andranno poi cotti separatamente. Per prima cosa raschiate bene il piedino e le cotenne (1), e fiammeggiate i peli del maiale (3),  con un cannello o  con la fiamma del fornello  di casa. Una volta pulito il tutto, lavate i pezzi sotto l'acqua corrente.

Casoeûla
Mettete quindi il piedino e le cotenne in un tegame, copriteli con acqua fredda e lasciateli sobbollire per un’ora  (4) in modo da sgrassarli (5). Scolateli eliminando il grasso,  passateli sotto acqua calda e asciugateli con la carta da cucina  in modo da togliere tutto l'unto (6).

Casoeûla
Prendete le costine e lavatele sotto l'acqua corrente, asciugatele con la carta da cucina, adagiatele in una padella antiaderente con un cucchiaio d'olio (o con il burro,  secondo la tradizione, a seconda di come preferite) (8):  fate dorare le costine  a fuoco dolce da entrambi i lati (9), dopodichè toglietele dalla pentola e tamponate il grasso in eccesso sempre con la carta assorbente.

Casoeûla
In un'altra pentola, adagiate i verzini precedentemente bucati con una forchetta e fateli dorare con il loro stesso grasso (10).  A questo punto avete ultimato la preparazione della carne di maiale (11) e  potete  passare alla preparazione della verza. Lavatela bene e tagliatela a metà, quindi togliete la costa centrale (12).

Casoeûla
 Tagliate le foglie di verza a listarelle (13). Prendete una casseruola e versateci un dito d'acqua , aggiungete la verza  (14) e  fatela cuocere coperta con un coperchio finché non appasisce (15).  Scolate la verza e mettetela da parte.

Casoeûla
Lavate il gambo di sedano, la carota e la cipolla e tritateli grossolanamente. Prendete una casseruola e fate soffriggere  insieme a  dell'olio, (o  burro, secondo la tradizione). Aggiungete  poi i verzini e irrorate con il vino bianco (16), lasciate sfumare il vino e aggiungete il resto della carne di maiale (17). Fate rosolare e poi aggiungete la verza scolata (18). Lasciate cuocere tutto a fuoco basso per un’ora e mezza fino a quando non si sarà ammorbidito il tutto; se necessario, di tanto in tanto,  potete aggiungere un mestolo di brodo di carne. Tenete presente che la consistenza  finale della casoeûla deve risultare piuttosto asciutta. Dopo aver spento il fuoco lasciate riposare la casoeûla per circa mezz'ora e poi servite.


■ Consiglio

Oggi cotenne, piedini, orecchio e codino non sono molto usati nella preparazione della casoeûla, nelle versioni attuali si preferisce aggiungere al loro posto altri tipi di salsicce come ad esempio la luganega. Per la cottura della casoeûla è meglio utilizzare una pentola di rame stagnato o di coccio, in mancanza abbiate l’accortezza di utilizzare un tegame molto capiente e con il fondo spesso. E' giusto ricordare che nella versione tradizionale della casoeûla le parti del maiale anziché nell’olio vengono fatte rosolare nel burro.


■ Curiosità

La casoeûla è chiamata anche bottaggio, che potrebbe arrivare da botte o dal francese potage, ovvero minestra. La casoeûla era il piatto preferito del musicista Arturo Toscanini.



Ricetta cucinata e fotografata da Sonia Peronaci

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I vostri Commenti ( 12 Commenti )

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12
luigia ha scritto: ( 3 sett fa )
ho letto la ricetta dello cassoeula.Mia madre usava un piccolo trucco per rendere più digeribile la verza: la sera prima far scottare le foglie di verza e lasciarle tutta notte a scolare. Provatela
11
monica ha scritto: ( 4 mesi fa )
oggi per la prima volta l'ho cucinata come da ricetta di GZ era buonissima la prossima volta la provo con la polenta
10
ida ha scritto: ( 4 mesi fa )
è 1oo anni che abbiamo un ristorante da padre in figlie e abbiamo preso moltissimi premi x quanto riguarda cucina da persone che hanno a che fare con cucina e ti dico che luca ha pienamente ragione. persone di spettacolo cantanti attori si leccavano i baffi x come la cucinava mio papà.
9
pablita ha scritto: ( 4 mesi fa )
L'ho mangiata una sola volta: cucinata da una signora originaria di Treviglio, ottima cuoca e famosa proprio per la casouela! A distanza di trent'anni lo ricordo ancora: un piatto unico veramente straordinario per sapore e bontà. Mi cimenterò, anche se temo non mi riuscirà buono come nel mio ricordo. Ma voglio provare, grazie alla ricetta di GZ e ai consigli degli amici commentatori. E poi...vai con la grappa!
8
ugo ha scritto: ( 4 mesi fa )
confermo Luca ma salamelle e verzini semicotti a parte e la verza a crudo con il classico sofritto.
7
cavallo bianco ha scritto: ( 4 mesi fa )
sono proprio curiosa di provarla! la polenta sarà un ottimo contorno,ma...la grappa?!? eventualmenta di che tipo?
6
Emilio Macchi Alfieri ha scritto: ( 4 mesi fa )
1)Le cotenne richiedono 3 quarti d'ora di bollitura; i piedini almeno un'ora e mezza. 2) Una verza è poca, perchè alla fine va in niente. Ne occorrono almeno due (Veronelli ne consigliava tre). 3) Non si devono rosolare i verzini, ma aggiungerli alla cassoeula, sforacchiati, mezz'ora prima della fine della cottura. 4) Come la trippa, la cassoeula più cuoce più è buona. 5) Ritengo che il nome derivi dal francese cassoulet, una preparazione molto simile in cui predominano i fagioli, che i lombardi hanno sostituito colla verza.
5
enry ha scritto: ( 4 mesi fa )
Se avete problemi a digerirla provate ad aggiungere un bicchierino di grappa verso fine cottura. Oppure in alternativa e se piace bevete voi un poco dopo averla mangiata
4
grazia ha scritto: ( 4 mesi fa )
La casoeula è un ottimo piatto milanese! Per renderla più digeribile, faccio bollire le verze e butto l'acqua. Poi preparo il soffritto, metto le costine e le faccio rosolare, aggiungo le verze e, verso la fine,verso le cotenne e i verzini fatti sgrassare in un altro recipiente. Ciao e ... buon appetito!
3
Cristina ha scritto: ( 4 mesi fa )
Confermo quanto scritto da Luca!!! E come Carma, la polenta non puo' mancareeeee
10 di 12 commenti visualizzati
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