Cuddura cull'ova

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Cuddura cull'ova
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  • Difficoltà: bassa
  • Preparazione: 15 min
  • Cottura: 40 min
  • Dosi per: 10 persone
  • Costo: basso

Presentazione

La coddura o cuddhura, è un tipico dolce siciliano, di derivazione ortodossa, che veniva e viene tutt’ora preparato nel periodo pasquale. Tempo fa, durante il periodo della Quaresima, si osservava una grande moderazione alimentare, che escludeva dalle tavole carne, uova e formaggi, ma con l’arrivo della settimana santa le privazioni terminavano, e le uova erano un alimento particolarmente utilizzato per la preparazione dei dolci pasquali.
In Sicilia, il dolce pasquale più diffuso è ancora oggi la "cuddhura" o "coddura”, un grosso dolce di forma circolare, con incorporato un numero variabile, ma sempre dispari, di uova col guscio, che le giovani donne usavano regalare ai fidanzati nel giorno della Resurrezione.
Ma la forma della cuddura non è solo circolare: se ne preparano anche a forma di "campanaru" (campanile) per risuonare le campane al Cristo risorto, a forma di "panarieddu" (cestino) per augurare abbondanza, oppure di "gadduzzu" (galletto o colomba) per i ragazzi, di "pupa" (bambola) per le ragazze, e a “cuore” per i propri amati.

Ingredienti per l'impasto

Zucchero 200 g
Strutto 200 g
Scorza di limone da grattugiare 1
Lievito in polvere per dolci 1 bustina
Uova medie 5
Farina 00 600

per decorare

Codette colorate q.b.
Uova per spennellare 1

per la glassa

Albumi 1
Zucchero circa 12 cucchiai
Succo di limone 2 cucchiai
Preparazione

Come preparare: Cuddura cull'ova

Cuddura cull'ova

Per preparare la cuddura cull'ova mettete la farina in un recipente capiente e mescolatela con lo zucchero e il lievito setacciato, quindi aggiungete lo strutto ammorbidito (o il burro) e la buccia grattugiata di un limone (1), aggiungete anche le uova (2) e impastate (3).

Cuddura cull'ova

Lavorate molto bene l’impasto in modo da amalgamare bene gli ingredienti (potete usare anche il robot da cucina); la consistenza dell'impasto non sarà dura, anzi, risulterà abbastanza morbida (4). Modellate la "cuddura" direttamente sulla carta forno, secondo i soggetti da voi scelti; un cuore, un cestino, una campana, una bambola, un galletto o una corolla intrecciata (5-6).

Cuddura cull'ova

Sulla "cuddura" posizionate, con una leggera pressione sulla pasta, una o più uova col guscio (sempre in numero dispari) (7), che bloccherete sul dolce con dei bastoncini di pasta a mo’ di croce (8). Adagiate la cuddura sulla leccarda del forno foderata con carta forno, spennellatela con dell’uovo sbattuto (9),

Cuddura cull'ova

e guarnitela con dei semi di papavero, sesamo o con degli zuccherini colorati (10), e cuocetela a 180°-200° per circa 35-40 minuti, fino a quando diventerà dorata. Se volete glassare la vostra cuddura, infornatela senza spennellerla con l'uovo sbattuto, e preparate una glassa in questo modo: montate a neve un bianco d'uovo, aggiungete poi 10-12 cucchiai di zucchero semolato, un cucchiaio alla volta e lentamente, continuando a sbattere con lo sbattitore. Aggiungete poi poco alla volta uno o due cucchiai di succo di limone, sempre sbattendo; il composto deve risultare molto denso e staccarsi pesantemente dal cucchiaio. Appena sfornerete la cuddura, sulla stessa leccarda dove l'avete cotta, ricopritela con la glassa preparata (11) e cospargetela di zuccherini colorati (12), lasciatela raffreddare e poi buona degustazione!

Consiglio

Se volete, invece di preparare un’unica coddura, dividendo l’impasto in 4 parti uguali,
potrete sagomare 4 soggetti più piccoli, magari sbizzarrendovi nel preparare le diverse forme sopra menzionate. Ricordatevi sempre di mettere da parte un po’ di pasta per formare le croci che terranno ferme le uova che decorano le coddure.

Curiosita'

Il termine "cuddhura" deriva dal greco "Coulloura" col quale gli antichi greci indicavano particolari focacce offerte agli dei in cambio di favori e benevolenza, usanza che in epoca cristiana si rivolge ai fidanzati e non più agli dei pagani.
Le "coddhure" venivano portate in chiesa, la mattina del sabato santo, per la benedizione che, nella solennità della Resurrezione, risvegliava l'idea di fecondità consacrandone il valore.
Costituivano comunque un dono augurale: un tempo la "Zita" (la fidanzata) preparava la coddura a forma di cuore per il suo promesso, che ricambiava il dono con un dolce a forma di "agnidduzzu" (agnellino), e con questi gesti si celebrava la rinascita e la fertilità.

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I commenti (117)

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  • agata ha scritto: lunedì 20 marzo 2017

    la ricetta vale anche per i biscotti?

  • Redazione Giallozafferano ha scritto: lunedì 20 marzo 2017

    @agata:Ciao, non abbiamo compreso la tua domanda, questi possono essere considerati dei biscotti. smiley

  • daniele siciliano ha scritto: lunedì 28 marzo 2016

    per chi chiede se le uova sopra van messe sode la risposta è si! anche xké messe crude nel forno rischiano di esplodere.

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