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Gnocco fritto

Gnocco fritto
  • Difficoltà: Media
  • Cottura: 2 min
  • Preparazione: 140 min
  • Dosi per 4 persone

Il gnocco fritto, tipico piatto della gastronomia Emiliana, è sicuramente una delle ricette più conosciute e apprezzate, non solo in Emilia Romagna ma in tutta Italia.
Il gnocco fritto, ricetta molto semplice da preparare, altro non è se non pasta per il pane fritta e farcita con salumi e/o formaggi a piacere.
Nonostante la ricetta sia una sola, il gnocco fritto ha assunto, in Emilia Romagna, nomi diversi a seconda delle varie zone: nella provincia di Bologna viene chiamato "crescentina", nella provincia di
Parma "torta fritta", nella provincia di Reggio Emilia e Modena "il gnocco fritto", mentre nella provincia di Piacenza sono più in auge le dizioni dialettali di "chisulèn" e di "burtlèina".
Le origini del buonissimo gnocco fritto sono da ricercarsi sicuramente nella tradizione culinaria dei Longobardi che, sembra, abbiano tramandato questa ricetta agli Emiliani durante la loro dominazione.
A testimonianza di questo c'è il fatto che i Longobardi usassero moltissimo lo strutto nelle loro pietanze ed in particolar modo per friggere e la ricetta originale dello gnocco fritto richiede appunto la frittura nello strutto.

Ingredienti

■ Preparazione

Preparate lo stesso impasto della pasta per il pane sostituendo l'acqua naturale con la birra per far si che il vostro gnocco fritto riesca a gonfiarsi meglio durante la cottura.
Terminate la lievitazione di circa due ore stendete, su in piano infarinato, una sfoglia non molto alta e da questa ricavate dei rombi o dei quadrati di 10 cm di lato.
A questo punto preparate una pentola, dove immergere il gnocco crudo, con abbondante strutto e fatelo riscaldare per bene.
Quindi immergete uno gnocco per volta per due minuti circa nello strutto bollente, fatelo friggere e mettetelo ad asciugare su un pezzo di carta assorbente per eliminare l'olio in eccesso.
Servite il vostro gnocco fritto ancora caldo accompagnandolo con un bel tagliere di salumi misti, lardo e con qualche formaggio con cui andrete a riempirlo dopo averlo tagliato a metà....buon appetito!!


■ Consiglio

Se in casa non avete dello strutto, o anche per una questione di comodità, visto che lo strutto ci mette di più ad arrivare ad ebolizione, potete sostituirlo con del normale olio per friggere.
Inoltre, volendo potete sostituire la birra con dell'acqua frizzante..otterrete più o meno lo stesso risultato.
Potete realizzare anche una variante dolce dello gnocco fritto, ottimo con ripieno di cioccolata o marmellata.


■ Curiosità

La derivazione della parola "gnocco" è stata a lungo dibattuta dagli esperti che alla fine l'hanno fatta derivare dal longobardo con il significato di "nodo" per la loro forma che ricorda appunto quella di un nodo.



Ricetta cucinata e fotografata da Sonia Peronaci
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I vostri Commenti ( 25 Commenti )

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carla ha scritto: ( 2 mesi fa )
chi può dirmi come si fà a fare un gnocco fritto che rimanga ben compatto dopo fritto e che possa essre congelato dopo avere steso la pasta? grazie Carla
24
gianni cuoco pazzo ha scritto: ( 2 mesi fa )
scusate ma mi permetto di dire che lo gnocco fritto o pasta fritta e' una cosa, le bortoline, i chisulein,le crescentine non sono la stessa cosa in alcune preparazioni c'e' il lievito in altre no le bortoline per esempio sono fatte con una semplice pastella di acqua farina e sale portata a giusta consistenza e versata con il mestolo nello strutto bollente, ne risulta una frittellona piatta sulla quale adagiare gorgonzola, o squaccherone o ottimi salumi piacentini ed e' di semplicissima esecuzione non richiedendo lavorazione della pasta e lievitazione. ciao da gianni il cuoco pazzo
23
Massimo ha scritto: ( 3 mesi fa )
Io abito tra Modena (dove sono nato 40 anni fa!) e Carpi (dove lavoro!) ed onestamente pur ritenendo linguisticamente corretta la forma LO, ho sempre sentito gli "indigeni" utilizzare IL in particolare quando ci si riferisce alla preparazione fritta. Motivo? Con certezza non lo so, ma probabilmente tattandosi di una preparazione della tradizione il termine deriva dal dialetto "al gnòch fètt". Ho guardato frettolosamente , ma IL viene utilizzato anche in diversi testi e libri, io ad esempio, ho qui sotto mano "L'arte della tigella e dintorni" di Linuccio Pederzani ed ancora "Ricette dai musei modenesi" collana Collezioni&Tentazioni edito dalla Fondazione crm. Per arrivare ad argomenti più pratici in cucina, come dicevo nel mio post precedente ogni famiglia modenese ha una sua speciale ed unica ricetta e credo che siano tutte originali, buone e tradizionali... io ho la mia (descritta nel primo post,) ma ho trovato che tanti impastano con lievito di birra e fanno una breve lievitazione per avere una modesta formazione di CO2, altri usano il bicarbonato di sodio che col calore tende a decomporsi e ad emettere anidride carbonica per poi formare la vescicolatura (le bollicine)ed in più dona un particolare gusto, altri ancora impastano con acqua frizzante fredda o con vino bianco proprio per il contenuto di anidride carbonica, alcuni mettono burro fuso, altri strutto, ecc... Se hai occasione di passare a Carpi in Biblioteca potrai consultare il libro che suggerivo (Nuvole Fritte di Maestri Emilio ed. Briciole di Neve) e vedere tante interpretazioni, tutte differenti e tutte suggestive!!! Infine per rispondere alla tua domanda sulle bolle nel gnocco fritto abbiamo 2 tipi di bolle, quelle superficiale che trovano la sua principale origine nella CO2 che si sviluppa nell'impasto (vescichette) e la bolla principale (caratterizzante di questa preparazione), quella grossa come tutto il pezzo che è prodotta dall'evaporazione dell'acqua contenuta nell'impasto, e quasto è il motivo per cui è indispensabile trovare la perfetta temperatura di frittura ed utilizzare farine con un W basso che oppongano poca resistenza al rigonfiamento. Buona cucina a tutti!
22
Emanuele ha scritto: ( 4 mesi fa )
Mah.. io sono di Carpi e ho sempre sentito dire LO gnocco. È piú facile da dire tra l'altro. iLGNocco é impronunciabile, lOGNocco molto più scorrevole. comunque le lingue sono in evoluzione e sostanzialmente non gliene frega niente a nessuno che articolo ponete. Mia nonna ci ha sempre messo l'acqua frizzante. O se no, come fa a fare le bolle? Nessuno parla delle bolle, ma le bolle sono fondamentali!
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Massimo ha scritto: ( 4 mesi fa )
Confermo a Modena si dice "IL" gnocco fritto. Per la sua preparazione ogni famiglia modenese ha la sua ricetta... per chi fosse curioso consiglio la lettura del libro Nuvole Fritte di Maestri Emilio (ed. Briciole di Neve). Personalmente ritengo che l'utilizzo di lievito sia sbagliato e questo per due motivi, il primo è che non serve, il risultato è perfetto senza, il secondo e più importante è che tradizionalmente il gnocco fritto è una preparazione azzima, da preparare anche all'ultimo minuto quando ti capitavano ospiti improvvisi a casa e volevi ben figurare. Il gnocco fritto è un piatto della tradizione fortemente conviviale e la sua preparazione era sempre un momento di festa, dove il padrone di casa andava in cantina a prendere un salame o una pancetta da offrire ai suoi ospiti con tanto spumeggiante Lambrusco!! Per la preparazione è indispensabile utilizzare una farina di frumento con poco glutine meglio se 0 (500 gr.) poco sale (circa 7 gr.) acqua e latte miscelati al 50% (circa 260cc), una punta di coltello di bicarbonato di sodio alimentare (circa mezzo cucchiaino) un cucchiaio da cucina di burro sciolto ma freddo. Impastare tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto liscio e abbastanza morbido. Lasciare riposare 40 minuti. Stentere allo spessore di 3/4 millimetri e tagliare a losanghe (rombi) di 10x15. La frittura è il momento più delicato perchè la temperatura dello strutto deve essere perfetta e non troppo alta io la utilizzo fra i 165 e 170°C; il motivo è che il calore deve essere sufficiente per la frittura ma non troppo alto per evitare che la pasta si indurisca prima che per l'effetto dell'evaporazione dell'acqua la pasta si gonfi creando una grossa bolla. (Per qusto non serve lievito!!) Appena gonfio con un ragno girare delicatamente (spesso con la bolla d'aria si gira da solo!!!) e togliere dalla frittura appena prende colore, assorbendo l'unto in eccesso con carta assorbente. Accompagnare con salumi emiliani, formaggi, fagioli in umido, cipollotti in pinzimonio e abbondante vino Lambrusco Secco (insostituibile con altri vini). A Modena è usanza prepararne in eccesso, la mattina dopo sarà fantastico immerso nel caffèlatte per colazione. Buon appetito.
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Charly ha scritto: ( 4 mesi fa )
il gnocco fritto una volta fatta la pasta, se si mette il lievito, si deve lasciare riposare per circa un ora dentro una ciotola e coperto con un canovaccio umido. Si riprende la pasta si stende e si tira a circa 4/5 mm di spessore. Il segreto tuttavia è nella friggere: deve essere fatto in un tegame abbastanza grande con dentro sino a metà o Olio o strutto (come uno preferisce) e si immergono i pezzi di pasta a losanga solamente quando l'olio frigge bene. I PEZZI DEVONO SCENDERE QUANDO SI IMMERGONO E SALIRE VELOCEMENTE, a quel punto bastano ancora ttrenta secondi si tolgono e si mettono su una carta da cucina per togliere quel velo di ungo che potrebbe essere rimasto, e poi.......buon appetito!!!!!!!
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tiziana ha scritto: ( 4 mesi fa )
Sappiamo benissimo che al singolare è LO GNOCCO e al plurale sono GLI GNOCCHI ma a noi sta benissimo IL GNOCCO, l'importante è capirsi e poi rispettiamo anche la libertà d'espressione....sei forse una Prof......a caccia di alunni indisponenti. Ciao, non arrabbiarti
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rosy ha scritto: ( 4 mesi fa )
LO gnocco, lo gnocco, come è stato ricordato prima :-) Per favore :-)
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lavinia ha scritto: ( 7 mesi fa )
mia madre (romana con ascendenti siculi e marchigiani) nel primo giorno di pioggia autunnale preparava quelle che lei chiamava "crescentine" che solo oggi ,leggendovi, ho scoperto essere il mitico GNOCCO FRITTO.Lei le faceva rotonde usando un tagliapasta tondo e le serviva non farcite ma accompagnate da un sugo di pomodoro fresco al basilico...vi risulta questa variante? Preparava anche delle altre frittelle, stavolta quadrate, che farciva prima di friggerle e che si gonfiavano un pò meno delle crescentine: speciali erano quelle farcite con un gamberetto e un pezzo di palmito: questa ricetta gliela aveva data una sua zia brasiliana!
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agnese ha scritto: ( 7 mesi fa )
e brava katia..evviva il gnocco!!!!proverò
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