Pettole

Lievitati
Pettole
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  • Difficoltà: molto bassa
  • Preparazione: 30 min
  • Cottura: 20 min
  • Dosi per: 6 persone
  • Costo: molto basso

Presentazione

La tradizione pugliese vuole che durante le festività natalizie si preparino le pettole, sfiziose palline di pasta lievitata, fritte in abbondante olio caldo.
Le pettole sono preparate in tutte le provincie pugliesi e il alcune zone della Basilicata: a Lecce si preparano in occasione di San Martino, a Taranto il giorno di Santa Cecilia, a Brindisi il 7 e l’8 dicembre per l’Immacolata e a Foggia per la vigilia di Natale.
Le pettole sono un piatto semplice ma molto gustoso: vanno mangiate appena fatte, ancora calde, per apprezzare il contrasto tra la morbida pasta e la crosticina dorata e croccante esterne. Di solito vengono gustate come antipasto, oppure durante una portata e l’altra, o alla fine del pasto, ricoperte di miele o di zucchero. Vi proponiamo anche una versione salata, arricchita con olive tagliate a rondelle.
Le pettole saranno apprezzate da tutti i vostri commensali e, una alla volta, spariranno in un baleno!

Ingredienti per circa 45-50 pettole
Farina 00 500 gr
Lievito di birra fresco 12 gr (oppure 3,5 gr disidratato)
Sale grosso mezzo cucchiaio
Acqua tiepida 375 ml
Olio di semi Per friggere q.b.
per la versione salata
Olive 5 verdi 5 nere
per la versione dolce
Zucchero semolato q.b.
Miele q.b.

Preparazione

Pettole

Per preparare le pettole, setacciate la farina in una ciotola (1), fate al centro una fontana e scioglieteci il lievito di birra con poca acqua tiepida (2). Sciogliete nell’acqua rimanente il sale grosso (3) e

Pettole

versatela a filo poco alla volta sulla farina (4). Impastate con le mani per ottenere un impasto molto morbido e colloso (5), se necessario aggiungete altra acqua. Dividetelo in due parti quindi mettete subito una di esse in una ciotola, coperta da un foglio di pellicola, a lievitare in forno spento con la luce accesa per circa 2 ore (6).

Pettole

Tagliate le olive verdi e nere a rondelle (7) e aggiungetele all’impasto rimasto (8). Amalgamate bene gli ingredienti quindi mette anche questo a lievitare in forno spento coperto da pellicola (9). Quando i due impasti avranno raddoppiato di volume, predisponete sul fuoco una pentola capiente con abbondante olio di semi per friggere le pettole.

Pettole

Appena l'olio sarà ben caldo, con un cucchiaio prelevate poco impasto alla volta (10), bagnate un dito in poca acqua (11) e fate scivolare con esso dal cucchiaio la pallina di impasto direttamente nell’olio, in modo da creare i caratteristici gambi (12).

Pettole

Continuate così fino a che non avrete terminato prima l’impasto con le olive e poi quello semplice (o il contrario): le pettole devono essere belle dorate da entrambi i lati, quindi in cottura giratele con una pinza. Toglietele dall’olio e fatele scolare su carta assorbente (13): quelle alle olive saranno già pronte per essere mangiate così come quelle semplici. Per la versione dolce le pettole semplici andranno rotolate nello zucchero semolato (14) oppure cosparse di miele (15), non appena tolte dall'olio bollent! Buone pettole a tutti!

Conservazione

Le pettole vanno mangiate al momento calde e croccanti.

Consiglio

Le pettole in versione salata possono essere arricchite anche con capperi, zucchine o pancetta.

Se volete usare il lievito madre al posto del lievito di birra dovete usarne circa 200 gr e lasciarlo lievitare per almeno 4 ore.

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I commenti (107)

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  • giulia ha scritto: domenica 23 novembre 2014

    noi le stiamo facendo ora..e abbiamo fatto 200 ml di latte e 100 di acqua..

  • Anna ha scritto: domenica 23 novembre 2014

    nel sud salento, le pittule classiche sono fatte col cavolfiore lessato smiley

  • mariarò61 ha scritto: domenica 23 novembre 2014

    Sono molto ma molto simili alle "zippole" della Sicilia orientale

  • Cristina ha scritto: mercoledì 19 novembre 2014

    Come si può evitare che esplodano durante la cottura?

  • Scout F ha scritto: martedì 18 novembre 2014

    @Sonia-Gz: Credo di sí, é una zona vicina alla Basilicata e ne condivide molte tradizioni.

  • Mari???? ha scritto: lunedì 17 novembre 2014

    Appartengono sicuramente anche alla tradizione natalizia di Matera e provincia, con qualche piccola variante ( che già di casa in casa avviene). Ma direi che la farina di grano duro sia uno degli elementi comuni, la 00 non può essere della tradizione perché direi che non c'era da queste parti. Noi le friggiamo bagnandoci le dita nel vino rosso!!

  • Scout F ha scritto: lunedì 17 novembre 2014

    Ma sono come le zeppole che si fanno in Irpinia (AV)?

  • Sonia Peronaci ha scritto: lunedì 17 novembre 2014

    @Scout F:è possibile che esista anche una versione di quella zona.

  • Angela ha scritto: domenica 16 novembre 2014

    sono originaria di Vallo della Lucania e mia nonna le faceva con le alici le chiamava "rospitielli" buonissume

  • fra ha scritto: domenica 16 novembre 2014

    @Gabry: come sono

  • Alessandra ha scritto: martedì 11 novembre 2014

    Ciao, io sono di Taranto e faccio le pettole un paio di volte al mese perché i miei bambini impazziscono. Sonia la tua ricetta è come quella che io ho sempre fatto, ma ci sono delle tarantine che fanno l'impasto con il latte e non con l'acqua. Buone lo stesso, ma più morbide. Anche io faccio quelle salate, ma metto pezzettini di würstel... E quel giorno nella mia casa è festa grande per i miei bambini: tornare a casa da scuola e trovare in tavola pettole calde con würstel!!!! Ciao

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