Pinza triestina

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Pinza triestina
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  • Difficoltà: media
  • Preparazione: 60 min
  • Cottura: 35 min
  • Dosi per: 2 pezzi
  • Costo: basso
  • Nota: più le ore per lievitino e le 2 lievitazioni

Presentazione

Quante sono le tradizioni culinarie delle regioni italiane? La pinza triestina è soltanto uno dei vari esempi che si potrebbero fare! Nel periodo di Pasqua, specialmente a Trieste, non è difficile pensare che ci sia qualcuno che stia rivivendo un grande classico della cucina tipica preparando questa pinza triestina. La mattina di Pasqua inizia proprio con la pinza triestina, una sorta di brioche non molto dolce, che si adatta ad essere accompagnata da salumi e formaggi oppure da confetture fatte in casa, e ovviamente consumata durante tutto il giorno e anche quelli a seguire. All'epoca, le donne erano solite preparare la pinza triestina il giorno prima, dopo aver a lungo lavorato con le braccia questo impasto così consistente, per poi recarsi quasi come un rito collettivo presso chi disponeva di un forno adatto per la cottura.

Ingredienti per il lievitino

Farina Manitoba 100 g
Acqua 100 g
Lievito di birra secco 16 g

per l'impasto

Zucchero 160 g
Farina 00 300 g
Uova 1
Tuorli 4
Burro 135 g
Sale fino 1 pizzico
Scorza di limone 1
Scorza d'arancia 1

per spennellare

Tuorli 1
Latte intero 20 g
Preparazione

Come preparare la Pinza triestina

Pinza triestina

Per preparare la pinza triestina la prima cosa fare è quella di iniziare col lievitino, quindi in un recipiente versate la farina setacciata e il lievito disidratato (1) poi versate l’acqua (2) e impastate brevemente (3)

Pinza triestina

dopo aver ottenuto un impasto un po’ appiccicoso (4) coprite con la pellicola (5) e lasciate lievitare fin quando non raddoppierà di volume (6), da una a due ore circa.

Pinza triestina

Trascorso il tempo versate il lievitino nella tazza di una planetaria (7), poi l’uovo (8) e 120 grammi di zucchero (9),

Pinza triestina

poi versate 200 grammi di farina setacciata (10) e cominciate ad impastare col gancio (11) e non appena avrà iniziato ad incordarsi aggiungete il sale e 65 grammi di burro a temperatura ambiente (12) e continuate ad impastare.

Pinza triestina

Lavorate per pochi minuti l’impasto sulla spianatoia fino a renderlo liscio (13) poi riponetelo in un recipiente (14), coprite con pellicola e lasciate lievitare per altre 2 ore. Trascorso il tempo ricominciate col secondo impasto, quindi trasferite nella tazza della planetaria (15) la pasta lievitata,

Pinza triestina

aggiungete i tuorli (16), i 40 g di zucchero rimanenti, le scorze di arancia e limone grattugiate (17) e i restanti 100 grammi di farina (18) e impastate ancora per 5 – 10 minuti,

Pinza triestina

giusto il tempo di far incordare per bene l’impasto (19) noterete che resterà pulito il recipiente della planetaria; dopodiché aggiungete i 75 grammi di burro restanti poco alla volta (20) e, quando inglobato, trasferite poi l’impasto su una spianatoia e dividetelo in due metà da 400 grammi l’una circa (21).

Pinza triestina

Aiutandovi con le mani arrotondate per bene l’impasto ottenendo così due sfere tese (22) riponetele su una leccarda rivestita di carta forno (23) e lasciate lievitare per 2 ore ancora. Una volta che gli impasti saranno ben rigonfi praticate delle incisioni (24) a forma di Y con una lama ben affilata facendo entrare la lama completamente nella sfera fino a toccare la leccarda. Eseguite questa operazione facendo attenzione a non trascinare l’impasto mentre lo tagliate, quindi affondate completamente nella sfera, entrando ed uscendo di volta in volta con la lama.

Pinza triestina

Spennellate le superfici di entrambe le pinze con del tuorlo battuto ed il latte (25) e cuocetele entrambe a 165° per 35 minuti in forno preriscaldato in modalità ventilata oppure in modalità statica a 180° per 35 minuti. A fine cottura è comunque consigliabile di fare la prova stecchino nel centro della pinza triestina prima di servirla.

Conservazione

La pinza triestina può essere conservata coperta per 2-3 giorni; magari riscaldatela leggermente prima di affettarla.

Consiglio

La pinza triestina è già buona così, ma può diventare ancora più gustosa aggiungendo per esempio delle gocce di cioccolato o dell’uvetta reidratata in acqua o rum (in questo caso andranno aggiunte nell’ultima lievitazione). Se avete lo stampo da zuccotto potete anche cuocerla lì, foderando sempre con carta forno e allungando un po’ la cottura.

Curiosità

La ricetta originale della pinza triestina vuole fino a 100 grammi di lievito di birra per 1 kg di farina, noi abbiamo preferito non rispettare in pieno la tradizione. Sulle pinze potete creare vari tipi di taglio: a croce, a Y, oppure senza seguire un senso preciso, la leggenda narra che queste incisioni rappresentano il martirio di Gesù e che la pinza stessa sia la spugna dalla quale bevve Gesù. Si tratta di un pane poco dolce ma molto ricco di uova, simbolo persistente del Cristianesimo poiché richiama la resurrezione di Cristo, ma è anche unito all’antica tradizione di festeggiare l’arrivo della primavera, e quindi di aver superato il periodo di magro avuto in inverno.

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I commenti (17)

Lascia un commento o chiedici un consiglio

  • paola ha scritto: giovedì 23 marzo 2017

    pure io ho fatto la pinza triestina ma è lievitata poco non è come fate vedere, forse qual'cosa non è corretto .Grazie Paola

  • Redazione Giallozafferano ha scritto: venerdì 24 marzo 2017

    @paola:Ciao Paola, qualcosa deve essere andato storto nella preparazione. Potrebbe dipendere dal tipo di lievito che hai usato o dal luogo dove ha lasciato lievitare l'impasto, considera che per una lievitazione ottimale noi consigliamo di tenere il panetto nel forno spento con la luce accesa.

  • RITA ha scritto: domenica 27 marzo 2016

    Quando bisogna aggiungere il sale? Grazie

  • Redazione Giallozafferano ha scritto: martedì 29 marzo 2016

    @RITA:Ciao Rita, il sale si aggiunge prima del burro smiley

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