Sarde a beccafico

  • Difficoltà:
    Bassa
  • Cottura:
    20-25 min
  • Preparazione:
    30 min
  • Dosi per:
    4 persone
  • Costo:
    Molto Basso

Alici marinate

Sarde a beccafico

Le sarde a beccafico sono un gustosissimo secondo piatto di origine siciliana: il connubio di sapori che si mescolano in questo piatto ne fa una pietanza particolarmente saporita e ghiotta, sicuramente da provare. Gli involtini di sarde sono infatti farcite con una miscela gradevolmente dolce realizzata con pangrattato, pinoli, uvetta, succo d'arancia e zucchero. Quella che vi proponiamo qui di seguito è la versione palermitana delle sarde a beccafico, ma vi suggeriamo anche come prepararla all’uso catanese o nelle tante varianti esistenti! Preparate insieme a questa ricetta anche la variante con la lonza, per accontentare i gusti di tutti a tavola!

Ingredienti per le sarde
Alloro diverse foglie
Sarde fresche 800 gr
Arance il succo di mezza
Miele 1 o 2 cucchiaini
Peperoncino in polvere q.b
Per il ripieno
Pangrattato 50 gr
Uvetta 25 gr
Prezzemolo tritato q.b
Pinoli 25 gr
Acciughe (alici) 2 filetti
Zucchero 15 gr
Sale 1 pizzico
Pepe macinato q.b
Olio di oliva extravergine q.b

Preparazione

Sarde a beccafico
Per preparare le sarde a beccafico, accendete il forno a 200°, e cominciate a pulire tutte le sarde squamandole, svuotandole delle interiora e privandole di testa e lisca, ma lasciando la coda. Lavatele, asciugatele delicatamente ed apritele a libro stando attenti a non dividere le due metà attaccate dal dorso (1-2). Mettete in una  padella un filo d'olio e il pangrattato (3),

Sarde a beccafico
quindi fatelo dorare a fuoco dolce (4), mescolando continuamente e stando attenti a non bruciarlo, poi mettetelo in una terrina. Mettete l'uvetta sultanina in ammollo in acqua calda e lasciatela rinvenire. Tritate il prezzemolo (5) e le acciughe dissalate (6).


Sarde a beccafico
Unite al pangrattato i pinoli, l'uvetta ben strizzata, il prezzemolo, le acciughe dissalate e tritate, lo zucchero, il sale e il pepe secondo i vostri gusti (7-8). Con un cucchiaio di legno amalgamate bene tutti gli ingredienti (9)

Sarde a beccafico
disponete questo composto sulle sarde (10) (in modo che la pelle resti all’esterno), arrotolatele su se stesse cominciando dalla parte della testa (11), cosicché la coda resti all’esterno; ungete una teglia con dell'olio (12)

Sarde a beccafico
adagiatele a mano a mano ben ravvicinate in una teglia unta d’olio (13-14), ponendo tra una  e l’altra una (o mezza) foglia di alloro (15). Le foglie di alloro possono essere sistemate anche in orozzantale tra una sarda e l'altra.

Sarde a beccafico
Quando avrete finito di disporle nella teglia, cospargetele col composto di pangrattato rimasto (16) e irroratele con un composto formato da questi ingredienti rimasti: olio, succo d’arancia e zucchero (17). Infornate le sarde a beccafico a forno caldo per circa 20-25 minuti. Tradizionalmente le sarde a beccafico non si mangiano appena tolte dal forno; la teglia va lasciata coperta per mezz’ora e solo allora si servono in tavola.

Conservazione

Le sarde a beccafico si conservano per 1-2 giorni in frigorifero coperte con pellicola trasparente. Si sconsiglia la congelazione.

Consiglio di Sonia

Se volete preparare le sarde a beccafico all’uso catanese, nel ripieno, dovete sostituire metà del pangrattato con lo stesso peso di pecorino grattugiato, e aggiungere aglio o cipolla tritati. Inoltre il composto viene spalmato sulla carne della sarda che viene sovrapposta ad un’altra sarda a mo’ di sandwich (lasciando la pelle verso l’esterno); queste vengono poi passate nell’uovo sbattuto, successivamente nel pangrattato, ed infine fritte.

Curiosita'

I  <strong>beccafichi</strong> sono <strong>uccellini</strong> che vanno <strong>ghiotti di fichi</strong>, e d&rsquo;estate,  quando se ne cibano a volont&agrave; <strong>diventano  grassottelli </strong>e <strong>molto saporiti</strong>, proprio come le sarde preparate a beccafico,  ripiene e gustosissime!
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I vostri commenti ( 24 Commenti )

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Antonina ha scritto: Giovedì 29 Maggio 2014  |  Rispondi »
che bello trovare le ricette della mamma, della nonna!
23
graziella ha scritto: Martedì 13 Maggio 2014  |  Rispondi »
Le sarde a beccafico che faccio io (sono una catanese di adozione) sono quelle a sandwich poi cotte al forno ma si possono fare pure fritte però, per amore della linea e delle coronarie, non le friggerò mai, sono già divine così.
La mollica è tostata nell'olio dove ho fatto sciogliere le acciughe,io uso quelle sott'olio per praticità oltre agli ingredienti indicati da Sonia aggiungo un po' di formaggio qulche capper dissalato e tritato e succo e buccia grattugiata di limone e, se di stagione, anche un po' di succo d'arancia: i sapori della nostra terra ovviamente alloro e in forno. Sfido qualsiasi sarda fritta. Da noi la cucina è arte e storia ( perdonate la presunzione ) buon appetito a tutti.
22
rita ha scritto: Lunedì 07 Aprile 2014  |  Rispondi »
anch'io il pangrattato lo metto senza tostato, metto fettine di arancia limone e alloro, non mettiamo assolutamente il miele,l'uvetta si mette la passolina piccolissima e pinoli, per inumidire solttanto susso di limone o arance.Una palermitana doc.
21
max ha scritto: Domenica 29 Dicembre 2013  |  Rispondi »
Mi dispiace ma la vera sarda a beccafico e' quella che lei ha chiamato a involtino
20
francesco ha scritto: Giovedì 11 Luglio 2013  |  Rispondi »
non è affatto vero che sono sprecate le sarde a beccafico, vuol dire che non sei una buongustaia. Comunque, giacchè ti piacciono infarinate e fritte, prima di infarinarle mettile a bagno in aceto per un'ora poi infarinale e friggile ........allora si che saranno ottime.
19
luca ha scritto: Venerdì 15 Febbraio 2013  |  Rispondi »
ciao ho una gastronomia( conosciuta a palermo) da piu di 35 anni. le dosi andrebbero bene ma io nn tosto la mollica la metto a crudo,in piu aggiugo la scorza di arancia che ho spremuto, 1 cipolla finemente tritata e l'aceto bianco che mi servira a rendere il composto denso ma umido.
poi segui tutto il procedimento disponili sarda, fettina di arancio, sarda e alloro e infornale....
credimi sono molto differenti....TE LO DICE UN PALERMITANO CON ANNI DI SARDE A BECCAFICO SULLE SPALLE....
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Fabio G. ha scritto: Mercoledì 05 Dicembre 2012  |  Rispondi »
Oggettivamente la cucina palermitana è diversa da quella generalmente siciliana, diciamo "nei modi" e nelle significazioni. Quella qui proposta è molto, molto fedele, a parte l'acciuga che non ho mai visto mettere.
Checchè ne dica qualsiasi Catanese, si chiamano in questo modo perchè nella cucina popolare questi involtini "con la coda all'insù" e decisamente abbuffati, volevano imitare gli uccelletti preparati dai monsù per i ricchi signori. Non comprendo minimamente la spiegazione data da Alessandro che cita Lo Presti (e oggettivamente non ha senso logico, amuni'): anche se una fesseria la dice un illustre professore, sempre fesseria rimane.
Sono innumerevoli le ricette che hanno questa origine imitativa, vedi le panelle (ceci al posto di pesce fritto), il pane con la milza (milza e polmone al posto di carni irraggiungibili, con la trachea a pezzetti, 'u scannaruzzatu, anzichè il formaggio), la zucca in agrodolce (ficatu ri Setticannola, con la zucca invece che il fegato). Cortesemente...
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maria ha scritto: Lunedì 08 Ottobre 2012  |  Rispondi »
Se volete rovinare un bel piatto di sarde, cuciniamole alla beccafico. Le ho cucinate ieri e non mi sono piaciute per niente, pur avendo seguito le in dicazioni passo per passo. Infarinate e fritte sono una libidine!
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Sonia-Gz ha scritto: Lunedì 03 Settembre 2012  |  Rispondi »
@kikkaaaa: certo, puoi usarlo anche come antipasto e non ci sarà bisogno di ridurre il tempo di cottura!
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kikkaaaa ha scritto: Sabato 01 Settembre 2012  |  Rispondi »
E' possibile utilizzare questa ricetta, riducendo le porzioni, come antipasto? Se le riduco il tempo di cottura resta lo stesso? Grazie in anticipo !
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