Seadas (sebadas)

Dolci e Desserts
Seadas (sebadas)

Le Seadas o Sebadas sono uno dei dolci Sardi più conosciuti. Considerati prima un secondo piatto, sono oggi cosparse di miele o zucchero « Torna alla ricetta

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  • Zia Foricca ha scritto: lunedì 01 dicembre 2014

    Concordo con Maria Gavina, infatti la seadas, che poi tradizionalmente è un dolce tipico portotorrese, si fanno proprio con un ripieno di zimino... aggiungo che possibilmente gli intestini devono essere "brutti" ovvero puliti con una semplice striscita di giornale "la nuova Sardegna" un caro saluto a presto

  • maria gavina ha scritto: lunedì 01 dicembre 2014

    Ciao sono Maria Gavina, volevo semplicemente dire che in zona nostra (porto Torres) nel ripieno delle seadas si mette il tradizionale "zimino" , un misto di interiora di vitello, cuore, polmoni, testicoli, intestini etc... io le trovo molto buone, personalmente le confiscò con miele d'acacia, un saluto a presto

  • stefania ha scritto: venerdì 31 ottobre 2014

    Vorrei precisare una cosa...non ho letto i commenti, ma la sfogLia non contiene uova, solo farina, sale e strutto..acqua qb!?

  • Juja210779 ha scritto: domenica 03 agosto 2014

    La questione non è che nutriamo rancore o cose simili! Il problema è che le ricette, o le si scrivono corrette o non le si danno!!! Ho notato che spesso sono sbagliate, spesso manca un ingrediente o lo si trova in più e spesso la quantità degli ingredienti è totalmente sbagliata!!!

  • Juja210779 ha scritto: domenica 03 agosto 2014

    Ciao a tutti... seu vuol dire "io sono"! infatti deu seu sarda, vuol dire Io sono sarda! Per il formaggio ci vuole un formaggio dolce / acido... meglio un pecorino morbido o dolce sardo ecc!!!

  • luca ha scritto: mercoledì 18 giugno 2014

    @Maria Vittoria : io non concordo le seadas io le fo con il formaggio che fa mio padre ed è un pecorino fantastico sopratutto quando fila

  • Simona ha scritto: giovedì 27 marzo 2014

    @giovanna: concordo in pieno con te!!!!!

  • Maria Vittoria ha scritto: sabato 08 marzo 2014

    Direi che il pecorino non é adatto. In realtá ci vuole un formaggio vaccino fresco che, in caso non si trovi puó essere sostituito con dolce sardo

  • Paola ha scritto: mercoledì 05 febbraio 2014

    @giovanna: ciao Giovanna, vorrei approfittare della tua esperienza per chiederti come si fa a capire che l'impasto é pronto e quanto tempo va lavorato, più o meno, a mano.. Ho provato a fare gli Acciuleddi con la pasta violata ma ho lavorato la pasta per più di un'ora perché non mi sembrava mai pronta e come li arrotolavo si sfaldava...hai qualche consiglio da darmi? Grazie a te e a chiunque vorrà rispondermi..

  • Giuseppe ha scritto: sabato 05 ottobre 2013

    Innassia, sono di Budoni vicino a Siniscola per intenderci, sei stata elegante e precisa nel descrivere come si preparano le nostre deliziose Seadas, ogni tanto mi dedico alla cucina e questa volta farò veramente un passo più lungo della gamba, sei stata chiarissima nel descrivere il tutto quindi capsco anche cosa intendi dire per formaggio freschissimo che per fortuna lo acquisto da dei pastori di zona al momento giusto(gennaio). Non sarà un'impresa facile è sicuro anche perchè bisogna essere molto decisi e amare la propria terra per riuscire bene. Ti ringrazio comunque di appartenere ad un'isola meravigliosa che è la nostra amatissima SARDEGNA e con orgoglio che ti dico, Deus ti mantenza

  • Anto ha scritto: martedì 09 luglio 2013

    con il primo sale vengono meglio..

  • Mici ha scritto: giovedì 02 maggio 2013

    Non capisco perchè tanto rancore nei confronti di una persona che sta proponendo una ricetta che magari può essere anche imperfetta o variante di quella originaria. La sapienza delle nonne o degli abitanti di un luogo nel proporre una ricetta storica è sicuramente irreperibile in un sito, mi pare logico!, e la saccenza delle persone che con boria vogliono criticare le proposte degli altri, dicendo "Lei non ha pubblicato la ricetta originale ma un’oscenità non sarda." Innanzi tutto, il "regionalismo" eccessivo mi sembra molto inadeguato al posto, e se vogliamo mettere un puntino sulla i, anche la pizza napoletana viene proposta in tante maniere che si possono definire allora "oscene", ma rimane pur sempre una pizza. Se uno vuole mangiare il piatto tipico e mangiarlo come si deve, si va nelle regioni dove lo si fa da tempo, sempre!, lo si mangia lì fatto da mani sapienti ed esperte, così come la vera pizza napoletana la si mangia solo a Napoli e dintorni dove ingrediente non reperibile altrove è la composizione dell'acqua, per fare un es., che sgorga in zone vulcaniche. Quindi senza esagerare con la criticità, direi che Sonia ci ha proposto le seadas a suo modo, e ci ha scritto una ricetta "facile" da fare, in tempi fattibili perchè non tutti i fruitori del sito o le cuoche provette dispongono delle materie prime adeguate (proprio perchè non tutti abitano in sardegna! E soprattutto perchè non tutti hanno il tempo di passare in cucina 20 ore visti gli impegni quotidiani per controllare lo stato di un formaggio). Questa è solo una ricetta delle seadas sicuramente più easy, semplice da fare, ma non per questo oscena. Ps. io ho mangiato le seadas in sardegna e ho provato al ricetta a casa. Ovviamente non è la stessa cosa, ma è pur sempre appetitosa.

  • giovanna ha scritto: martedì 15 gennaio 2013

    vorrei aggiungere una precisazione al commento di B&D , PER LE "ORIGLIETTE " poco conosciute ma straordinarie ,và fatto un impasto di semola e uova senza aggiunta di acqua e poco strutto , un lavoro piuttosto lungo .. le sfoglie sottilissime vanno tagliate a strisce regolari e composte a nido d'ape , vengono fritte e successivamente immerse in abbondante miele mescolato con poca acqua poco zucchero scorzette d'arance candite , fatto bollire dolcemente fino ad ottenere una densità tale da non farlo colare !

  • giovanna ha scritto: lunedì 14 gennaio 2013

    il mio commento dalla Sardegna , per essere più precisi dal Logudoro , la ricetta che leggo non mi pare rispecchi quella originale , l'impasto viene fatto con semola di grano duro e strutto , 1 kg di semola 200 gr di strutto , un pizzico di sale ed acqua tiepida q.b per ottenere un impasto omogeneo ; non ho mai visto nessuno aggiungere uova.. mia nonna e mia madre si rivolterebbero nella tomba dovessero vedermi prepararle così , era un piatto molto importane che si faceva in occasioni speciali e venivano fatte con molta cura ed attenzione .. e poi ...vogliamo considerare quanto i sardi siano legati alle tradizioni?

  • ilenia ha scritto: sabato 17 novembre 2012

    Sono sarda. Concordo con innassia, è la ricetta più similare a quella che faccio io. Ho notato che siamo di due paesi molto vicini direi quasi confinanti, quindi io penso si tratti di ricette tutte originali ma da paese a paese può variare di qualche cosa. L'importante è la qualità degli ingredienti è l'esperienza.

  • Innassia ha scritto: mercoledì 31 ottobre 2012

    Carissima Elisa, per me non è un problema descrivere la ricetta originale e devo sottolineare che non è sufficiente leggerla ed applicarla dato che l'ingrediente fondamentale è l'esperienza e la pazienza. Inoltre non ho mai pesato gli ingredienti ed è molto difficile trovare la materia prima fuori dall’isola e per tale motivo non sono di grande aiuto. Dovete acquistare del formaggio pecorino freschissimo non salato (non messo in salamoia). Il formaggio si copre con un panno e si sistema in un recipiente più grande (perché aumenta di volume) e si lascia riposare da un min. di mezza giornata ad un massimo di circa 2 giorni: dipende dalla stagione (inverno/estate) e dalla temperatura ambiente. Regolarmente si deve controllare se il formaggio raggiunge l'acidità giusta mettendo un piccolo campione direttamente sulla fiamma: se fila è pronto, in caso contrario, aspettiamo ancora un pò (in questo caso è l'esperienza che indica il momento giusto per esaminare l'ingrediente). Prima di iniziare il lavoro, riempite un recipiente con acqua fredda e bagnate un piano: il motivo si scoprirà più avanti. Quando sarà pronto possiamo tagliarlo a strisce, metterlo su una pentola antiaderente con un pò d'acqua e un pizzico di sale per ottenere un composto chiamato formaggio urriau. Con molta pazienza, girando in continuazione, vediamo che il formaggio inizia a sciogliersi e a comparire il succo, all'inizio avrà un aspetto granuloso e disomogeneo (sembra di vedere un composto impazzito) poi, a poco a poco, si scioglie. Per assorbire il succo, piano piano e non a cucchiaiate, mettiamo la farina (non la semola perché è più difficile lavorare l'impasto: le braccia umane non sono come le macchine!!!). Attenzione per evitare che il composto si attacchi mescoliamo il tutto energicamente, in continuazione senza riposare le braccia e senza fermarsi; la manualità si acquisisce con l'esperienza. Domanda: quando è pronto? Si deve assorbire tutto il succo, si deve formare una palla che si stacca dalla pentola come il purè. Versiamo il composto così ottenuto su un piano bagnato e con le mani lo stendiamo bene stando attenti a non scottarle (l'acqua fredda ha questa funzione). Lasciamo raffreddare, asciugare ed indurire bene prima da una parte e poi dll'altra e infine ricaviamo dei quadretti. E il limone grattugiato? In alcune parti dell'isola si mischia al formaggio sfuso oppure si mette sopra i quadretti, in altre parti, invece non si adopera. A questo punto possiamo preparare la sfoglia impastando la farina, la semola, le uova, lo strutto, il sale e l’acqua tiepida q. b. come ha spiegato Sonia. Stendiamo una sfoglia sottile, ponete i quadrati di formaggio uno distante dall’altro, ricoprite con un’altra sfoglia, premette bene con le dita attorno al formaggio per fare aderire le sfoglie e con la rondella ritagliamo per ottenere le sevade. Scaldate l’olio e quando è ben caldo friggetele facendole indorare da ambo le parti. Si servono ben calde con una spennellata di zucchero o miele. Grazie dell'attenzione e Buon appetito dalla Barbagia di Ollolai.

  • elisabettaprima ha scritto: sabato 27 ottobre 2012

    Io le seade le faccio cosi': 1/2 kg semola fina; strutto q.b. (due, tre cucchiai in genere; pizzico di sale; 1 uovo (nella ricetta originale non ci vorrebbe, ma rende la sfoglia più croccante in cottura); acqua q.b. Lavoro gli ingredienti fino ad ottenere una pasta compatta ed elastica che poi stendo in una sfoglia sottile (circa 1/2 cm). Taglio tanti quadrati (ma si possono tagliare a dischi, quadrata e' più semplice da conservare, metto un quadrato di ripieno sulla metà di essi e copro con l'altra meta'. Le faccio cuocere in olio caldissimo finché non sono dorate, copro con miele o zucchero e servo. IL RIPIENO Il ripieno lo fa mio marito (io non ho mai imparato ;-D) serve 1 kg di pecorino FRESCHISSIMO che deve assolutamente essere lasciato inacidire (in frigo d'estate) o in un luogo tiepido in inverno) per qualche giorno. Per vedere se è pronto si fa cosi': si taglia un pezzetto e lo si mette a sciogliere in padella; se si scioglie senza fare grumi si può lavorare. PREPARAZIONE DEL RIPIENO: appena il pecorino ha il giusto grado di acidita' lo si taglia in pezzi e lo si mette a sciogliere in una pentola capiente (meglio una padella larga; fuoco medio-basso, mi raccomando) per far eliminare l'acqua in eccesso, si aggiunge poi semola fina per assorbire il liquido; questo passaggio è molto importante perché permetterà al ripieno di filare quando le seade verranno fritte. Adesso si può aggiungere la scorza grattugiata del limone o dell'arancia (se piace). Quando la massa e' sciolta si versa su una spianatoia e si appiattisce, con mezzo limone, fino allo spessore di circa 1 cm. A questo punto si aspetta che si freddi prima di tagliarlo e di usarlo per farcire le seade. Non pretendo che la mia ricetta vada bene a tutti, questa e' quella che usiamo in casa ma chi le ha assaggiate mi ha sempre detto che sono ottime. Non preoccupatevi se non vi vengono bene subito, sono un dolce parecchio complicato nonostante la semplicita' degli ingredienti (come un sacco di cose in Sardegna ;-D)

  • Roberta93 ha scritto: venerdì 26 ottobre 2012

    Concordo con Innassia,anche mia nonna pur essendo un'ottima cuoca dice che le seadas é una delle ricette sarde più difficili da mettere in pratica!

  • Elisa ha scritto: venerdì 26 ottobre 2012

    Buongiorno Innassia, sono rimasta molto colpita dal suo commento perché trovo molto difficile reperire persone competenti in materia di sebadas. Mio padre è sardo ma noi viviamo a Brescia ed è davvero un'impresa riuscire a ritrovare il sapore originale di questi deliziosi dolci. La ricetta qui pubblicata lascia abbastanza perplessa anche me (nonostante abbia seguito spesso e volentieri i consigli di Sonia con risultati eccellenti) e le volevo chiedere, se per lei non è un problema, se ci può scrivere la ricetta originale. Ci terrei molto ad averla per fare una sorpresa a mio padre che le desidera riassaggiare da tanto tempo, e anche per aiutare il sito su una ricetta così delicata... Grazie in anticipo

  • katia ha scritto: giovedì 25 ottobre 2012

    a Udine non so se lo trovi nei negozi, ma sicuramente lo trovi al circolo dei sardi (molto famoso) o quello di Gorizia dove so per certo che ci sono fatte in casa (da mia madre,) in due versioni: ripieni di formaggio o di ricotta

  • innassia ha scritto: sabato 15 settembre 2012

    Ho notato che è stato cancellato il mio commento inviato il 14/09/12, sicuramente ci sono stati dei problemi tecnici.Ripubblico il commento perchè la ricetta che avete pubblicato è totalmente sbagliata. Iniziamo dalle difficoltà: è uno dei piatti più difficili della Sardegna,il tempo non può essere quantificato perchè è influenzato dalla temperatura ambiente e non è possibile indicare la durata della preparazione e di cottura. Non ho mai sentito succo di limone ma si usa la buccia grattugiata (è un ingrediente facoltativo). L'ingrediente principale non è il pecorino fresco grattugiato che descrivete, ma formaggio fresco, non salato, lasciato acidulare per ottenere una pasta filante (Attenzione non è mozzarella, è un altro prodotto). Questo è il passaggio più critico di tutto il lavoro perché spesso il formaggio non fila: se non si ottiene questo stadio dobbiamo rinunciare, il piatto è compromesso, anzi, è fallito. Non usate l'acqua calda se non siete esperte/preparate altrimenti l’ingrediente che si ottiene è da buttare. Il formaggio acidulo, tagliato a pezzi, si deve sciogliere in un tegame con un po’ d’acqua e sale e, per assorbire il succo che produce, si aggiunge un po’ di farina (non semola come si usa nel commercio). Questo è un’altro passaggio delicatissimo perché se con la cottura la pasta non risulta compatta possiamo affermare di aver fallito. Il composto, caldissimo, si stende con le mani bagnate su un piano, si lascia asciugare da ambo le parti prima di ritagliare dei quadrati. Ho esposto un mini riassunto per farLe capire che Lei non ha pubblicato la ricetta originale ma un’oscenità non sarda. Sono veramente arrabbiata.

  • manu84 ha scritto: mercoledì 13 giugno 2012

    Concordo con Miky assolutamente! Anche io sono sarda. Questo sito mi piace molto per tante ricette ma alle volte leggo cose strane sopratutto nei piatti tipici delle regioni! Baci a tutti comunque

  • B&D ha scritto: domenica 27 maggio 2012

    Sono sarda anche io e so fare le seadas e concordo con il fatto che nell'impasto non ci vogliono le uova! Lo stesso impasto pero' con l'aggiunta delle uova viene utilizzato per un altra specialita' sarda e cioe' le "origliette" che rappresentano una sorta di pasta fritta e ricoperta successivamente da miele! Un'altra bonta'...

  • Simona ha scritto: sabato 26 maggio 2012

    Le sebadas della TORTUOVO sono le migliori in assoluto!!!! Fantasticheeeee

  • Candela ha scritto: venerdì 25 maggio 2012

    Ciao a tutti, abito in Lombardia e per fare le seadas compro il formaggio in Sardegna, purtroppo non dai pastori. La mia ricetta ("mia", si fa per dire: mi è stata data dal proprietario di un ristorante) richiede una dose un po' più abbondante di strutto, niente uova, ma il segreto consiste nella temperatura delle mani di chi prepara la sfoglia: devono essere assolutamente fredde. io, che non ho le mani fredde mi adatto a lavorare l'impasto e stendere la sfoglia su un ripiano di granito. Insomma, pur di gustare questo delizioso "secondo piatto", perchè tale è, sono disposta anche a qualche piccolo "adattamento".

  • anila ha scritto: domenica 20 maggio 2012

    @lucia: Mamma mia, che antipatica!!!

  • lucia ha scritto: sabato 28 aprile 2012

    Carissimo GialloZafferano,se non sei in grado di fornire ricette esatte, abbi la compiacenza di informarti prima di storpiarle.Una Sarda veramente arrabbiata.

  • Carla ha scritto: giovedì 22 marzo 2012

    Da sarda, precisamente ogliastrina... e cuoca di sabadas (o seadas, a seconda del luogo) vi faccio sapere che le uova nella sfoglia vanno messe! poche.. 2/3 per Kg di farina.. ma ci sono. Tenete conto che gli ingredienti possono variare a seconda della località. I prodotti acquistati nel banco frigo solitamente non hanno uova (diciamo che spesso si omettono) perchè li rende più facilmente deperibili.

  • Miky ha scritto: sabato 17 marzo 2012

    ...uova??? no amici, NON ci vogliono assolutamente le uova!!! ed il formaggio non è semplice pecorino fresco. E' un dolce e ci vuole "su casu e'matula" il primo formaggio non pressato e senza sale che si ottiene dal latte!!!per favore concordo con Alessio. Non roviniamo questo dolce che è estremamente semplice ma vuole i giusti ingredienti. Baci

  • Nella ha scritto: domenica 11 marzo 2012

    My mom made these, she has her own recipe and they are fantastic. You can't just have one. She normally sprinkles with sugar, but has also dippin in honey which are also good. You have to try these to believe how good they are.

  • Alessio ha scritto: sabato 11 febbraio 2012

    prezzemolo, formaggi vari... Per favore non distruggete le seade !!! È un dolce particolare, o si fa bene con gli ingredienti giusti, soprattutto il formaggio, o è meglio lasciar perdere. Parola di sardo in Lombardia ...

  • Mario ha scritto: martedì 10 gennaio 2012

    senza uova...

  • tina ha scritto: lunedì 19 dicembre 2011

    Io sono di ss e per quel che mi riguarda le uova è la prima volta che sento vadano messe.Cmq secondo me sono un dolce squisito.Quel contrasto tra il dolce del miele (con cui vanno guarnite) e il salato del formaggio...mmmm...buonissime

  • fioralba fanelli ha scritto: venerdì 18 novembre 2011

    provero' a farle devono essere buonissime.

  • francesca ha scritto: giovedì 03 novembre 2011

    ma nell'ultima foto, perchè son così alte? le vere seadas, nn son così....... comunque, nn ricordo, se ci vogliono le uova.

  • Sarah ha scritto: sabato 29 ottobre 2011

    hummmmmm, mi fa riccordare lo "PASTEL" brasiliano, non vedo l'ora di fare questa ricetta, grazie!!

  • silvia ha scritto: martedì 25 ottobre 2011

    ciao sono di tula ss . io non metto le uova il formaggio a milano nn trovo il formaggio giusto allora uso il formaggio della pizza, lo macinino metto una gratatta di bucia di arancia nn tanta perce da acidita un po di prezemolo pizzico di sale un po di zucchero

  • Barbara ha scritto: sabato 03 settembre 2011

    ma siamo proprio sicuri che ci vadano le uova? mio marito è allergico pero' quando le trovo al supermercato (banco fresci vicino alle paste per la pizza, pasta frolla ecc) sono sempre senza uova. quindi mi suona MOOOLTO strano

  • ALIDA PIBIRI MOCCI ha scritto: lunedì 23 maggio 2011

    ciao Paola, l'alternativa è su casigiolu, o la classica peretta di latte vaccino. la trovi dappertutto soprattutto in abbruzzo.

  • paola ha scritto: domenica 22 maggio 2011

    qui a Lecco non trovo pecorino sardo fresco non salato,e percio' come posso farle? c'e' un'alternativa forse?..sono sarda di Cuglieri e li si fanno veramente buone!!!comunque e' vero nella pasta per la sfogla non si mettono le uova ;solo farina, acqua e strutto

  • teodora ha scritto: giovedì 14 aprile 2011

    Dici bene Patrizia,cosa molto importante per capire la giusta fermentazione (o acidità del formaggio),un segnale molto chiaro è il formaggio stesso che si gonfia ,solo allora è perfetto.Infatti agli amici del "continente" offro le seadas che preparo io.Una ulteriore particolarità per condirle è quella di ripassare (una volta fritta)la seadas in un altro pentolino dove 5 minuti prima hai fatto scaldare e ammorbidire delle scorzette molto fini di arancia e miele.Provare per credere,ti leccherai i baffi 10 volte di piu,è una variante in uso nella zona di pattada.baci teodora.

  • Patrizia ha scritto: giovedì 14 aprile 2011

    Brava Teodora, le ricette devono essere sempre le originali, per non perdere la tradizione. Inoltre vorrei aggiungere che mia madre e mia nonna, e ora io, assaggiavano giornalmente una briciola di formaggio, perchè per formare bene la massa e - importantissimo! - filare in padella, deve essere lievemente acidulo, segno dell'iniziata fermentazione. E' solo così la sebada filerà una volta fritta. Orrore nei ristoranti: molti le fanno con la mozzarella!!

  • teodora ha scritto: martedì 22 febbraio 2011

    grazie per tutte le ricette super gustose,però nella ricetta delle seadas avete dimenticato un particolare di base:il pecorino deve essere fresco di 2,3 giorni e non deve essere messo in salamoia (i 2,3 giorni servono per la stufatura)e solo dopo deve essere lavorato in padella con dell acqua calda(a fuoco minimo,non deve bollire)rivoltando la massa di formaggio fino a farlo filare come si fa per le mozzarelle.le uova nella pasta non ci vanno.queste sono le seadas originali.

  • rocco ha scritto: venerdì 18 febbraio 2011

    sono pugliese ma le ho mangiate a Sassari. Buonissime!!!

  • roberta ha scritto: venerdì 18 febbraio 2011

    per tiziana: hai visto che qui mettono le uova??? ciao da noi a sassari c'è qualcuno che mette strutto ma niente uova.: ) . grazie giallo zafferano siete semplicemente bravissimi....da quando vi conosco sono diventata una cuoca provetta...grazie grazie grazie. roberta

  • Giannina ha scritto: domenica 26 dicembre 2010

    Ciao. Il formaggio deve essere vaccino fresco, e non va messo assolutamente in frigo. Si lascia qualche giorno (dipende dal clima) a maturare in una ciotola di coccio, che lo lasci abbastanza scoperto. Quando inizia a gonfiarsi leggermente (molto leggermente) e quindi ad inacidirsi, allora è pronto per confezionare le sebadas. Per fermare la maturazione e renderlo stabile per altri giorni, si deve sciogliere in una pentola a fuoco lento, tagliato a pezzi, un pochino di acqua (giusto il tanto per lavoralo), e quando inizia a fondere e ad ammassarsi, versare un pochino di semola fine. Quando la pasta di formaggio è omogenea, farla raffreddare ed è pronta all'uso. La pasta va fatta con farina rimacinata, acqua, lavorata per bene e incorporato dello strutto. Deve risultare liscia, compatta e morbida ma non molle, diciamo come quella del pane a pasta dura. Stendere la sfoglia dello spessore di qualche millimetro, e mettere distanziati tra loro uno strato di formaggio sbriciolato con le mani, e di spessore almeno doppio rispetto alla sfoglia. Sovrapporre un altra sfoglia di pasta, e con una tazza grande premere per ricavare le sebadas, avendo l'accortezza di lasciare il formaggio solo all'interno delle due sfoglie. Prima fare uscire l'aria che potrebbe restare imprigionata dentro. Quindi ricordatevi di disporre il formaggio in misura inferiore alla circonferenza della tazza, perchè deve restare un bordo di pasta per la chiusura. Premere con le dita intorno al bordo e poi tagliare lungo la linea lasciata dalla tazza con la rotella. Se la pasta è venuta ascitta, inumidite i bordi con il dito bagnato d'acqua. Se il formaggio ha la giusta acidità, non mettete aromi di nessun tipo (buccia d'arancia o limone, ne tantomeno zucchero). Friggetele una alla volta in olio caldo, inclinado un pochino il recipiente e versando olio bollente sulla parte superiore per farla indurire, rivoltatela delicatamente e versate ancora olio bollente sopra, questo per evitare di tenerla troppo in cottura, rischia di gonfiarsi e perdere il ripieno. Cuocono molto velocemente, buone appena appena dorate e con le bollicine sopra. Mettere nel piatto e ricoprire con un leggero strato di miele appena diluito, oppure con zucchero semolato, o meglio ancora con miele amaro di corbezzolo (da usare con parsimonia perchè forte di sapore). Io le preferisco senza nulla sopra.

  • Britta ha scritto: domenica 21 novembre 2010

    Ciao a tutte le amanti delle sebadas( seadas a seconda della zona), sono sarda di origine e di residenza fino a quando qualche anno fa mi sono trasferita in Friuli, a Udine. Le preparo io stessa e le rivendo qui in zona tramite conoscenze; naturalmente uso solo formaggio sardo che mi faccio spedire qui a Udine. Se siete interessate (la prima è offerta dalla sottoscritta) potete mandarmi un email a " bry.fadda@libero.it.

  • Emanuela ha scritto: domenica 17 ottobre 2010

    Caterina ha ragione. Non si può usare il formaggio fresco, che dite voi, perché è salato. Il formaggio deve essere rigorosamente senza sale, inacidito e fatto filare. Ovivamente, si può trovare solo presso qualche pastore, che lo prepari apposta. Una variante non proprio originale, ma comunque apprezzata, prevede l'uso della mozzarella (ma ovviamente non è la stessa cosa !).

  • carla bosa ha scritto: venerdì 08 ottobre 2010

    ciaoo a tutti mamma mia, le seadas una libidine, non ordinatele ovviamente in costa smeralda ( terra di sardegna ma nn dei sardi), scegliete di gustarle nel nuorese specialmente, ma in tutte le zone della sardegna, sono molto ottime, l'unica differenza?? quelle buone buone si gustano in casa ,magari con la ricetta della nonna quelle del supermercato e raro trovarle ottime. Ma ci dimentichiamo della pasta violada?dei papassini?? libidine, tradizione, e bontà!!!! un saluto a tutti!!!!!!!

  • elena ha scritto: lunedì 27 settembre 2010

    Io sono di Udine e AMOOOOO le seadas che ho apprezzato in più posti in Sardegna, ognuno con le sue caratteristiche. Purtroppo come non ho pollice verde ma pollice assassino... non ho neanche il cucchiaio d'argento!! Ma qualcuno mi sa dire se le posso comprare già pronte a Udine??? O dintorni??? Grazie e buona Sardegna a tutti. A si biri

  • mfra ha scritto: mercoledì 15 settembre 2010

    la seada più buona che ho mangiato è a Fonni...

  • gavina ha scritto: martedì 14 settembre 2010

    La ricetta delle seadas e' complicata e non facile come dite voi. l'ingrediente (il formaggio fresco si lascia due o tre giorni in frigo , poi viene fatto a listarelle e calato nell'acqua molto calda perche' fili e si possa lavorare formando dei cerchi alti qualche millimetro, si immergono nell'acqua fredda e dopo qualche minuto vengo tolti e asciugati, la prima fase e' fatta; si passa a preparare la pasta che e' molto semplice , farina acqua e sale ricavando un pasta un po' dura, poi verra' ammorbidita quanto basta incorporandovi un po' per volta il burro .Ora tutti gli ingrendienti sono pronti , tirare la sfogia adagiarvi sopra uno dei cerchi di formaggio comprire con un altra sfoglia e tagliare con una rotella manuale intorno al formaggio. La seadas e' pronta si passa nell'olio molto caldo un minuto da un lato e uno dall'altro, poi la si toglie e la si adagia su un piatto da dolce e si cosoarge di zucchero o di miele a piacere . Come potete vedere e' una ricetta non facile e richiede un bel po' di tempo .

  • Sonia Peronaci ha scritto: lunedì 06 settembre 2010

    @Krim: si le puoi congelare prima di cuocerle; ti consiglio di prepararle e poi adagiarle su un vassoio e poi congelarle; una volta congelate le puoi assemblare in sacchetti per il gelo così da essere più comoda. si conservano così un paio di mesi; cuocile poi direttamente congelate.

  • krim ha scritto: domenica 05 settembre 2010

    le seadas si possono surgelare,se si per quanto tempo? grazie

  • Anna ha scritto: giovedì 27 maggio 2010

    @Stefano: Davvero hai mangiato delle buone seadas a Stintino? Sono piacevolmente sorpresa, anche perchè le seadas sono un "dolce" (se così si può definire),tipico dell'interno dell'Isola.Spesso mi è capitato di assaggiare in vari ristoranti dei posti più frequentati dai turisti, delle pseudo- seadas minuscole e parecchio costose che non erano degne di essere chiamate tali! Non erano proprio come quelle preparate in casa dalle donne di Barbagia! Se ricapiti in Sardegna non tralasciare le seadas di Nuoro e dintorni!

  • chisina ha scritto: venerdì 14 maggio 2010

    di tutti i commenti l'unica che sa' come si fanno le seadas è Caterina, evidentemente è della provincia di Nuoro, comunque la seada migliore in assoluto "l'originale" la si può gustare solo a Sarule nel periodo delle Cortes Apertas

  • CATERINA ha scritto: giovedì 04 marzo 2010

    Mi dispiace ma la ricetta originale nuorese prevede che il formaggio debba essere inacidito e filante, inoltre debba essere fuso insieme alla scorza del limone grattuggiata ,una manciata di semola quando sia completamente fuso ed abbia liberato il suo siero. Questo passaggio è il più complicato e ci vuole una grande manualità e sensibilità nel lavorarlo .Si ricavano,con le mani, dei dischi di formaggio .La ricetta su descritta è un pallido riferimento a quella autentica.

  • sardegna77 ha scritto: martedì 26 gennaio 2010

    i love sardegna e tutte le sue prelibatezze.....ke buone!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • mfra ha scritto: sabato 23 gennaio 2010

    io sono d'accordo con Seadas e Alida Pibiri,da noi in prov di ss si usa la pasta violata(1kg di farina di semola di grano duro,200gr di strutto,pizzico di sale,acqua q.b.)idem per il formaggio,di pecora,lavorato nell'acqua molto calda e solo la buccia del limone senza succo...miele, gusto a piacere,noi mettiamo anche lo zucchero e avolte tutti e due.La pasta più è bianca e meglio è.

  • teresa ha scritto: sabato 09 gennaio 2010

    .Ci sono anche io e voglio dire la mia in merito alle seadas: Pasta mezzo kg. di farina normale una grossa noce di strutto il sale a piacere io li preferisco senza, acqua q.b.l'impasto deve risultare elastico. Provole (o perette in sardo)non grattugiato ma piallato e a piacere una spolverata di buccia di limone non guasta.Fare la sfoglia come indicato da voi nella ricetta ^friggere e passarle nel miele caldo. sovrapporle una sull'altra e tagliarle in quattro spicchi. Le ultime che ho mangiato è stato il giorno della befana.

  • Sonia Peronaci ha scritto: martedì 27 ottobre 2009

    Ciao Giovanna, mi dispiace per questo inconveniente. Sei sicura che la newsletter di Gz non finisca automaticamente nella spam?

  • giovanna ha scritto: martedì 13 ottobre 2009

    Buongiorno, mi avete risposto che sono già iscritta alla vostra newsletters ma a me non arrivano mai le vostre ricette perchè? Vi prego mandatele mi piacciono e se possibile ogni giorno grazie giovanna.

  • alida ha scritto: giovedì 17 settembre 2009

    rispondo a Daniela. devi preparare solo la pasta violata: semola di grano duro rimacinata 500 gr. 1 cucchiaio di strutto 220 di acqua tiepida dove avrai sciolto a piacere una dose di zafferano di San GAvino Monreale (puoi anche farla senza), ricorda che lo zafferano sardo è stato identificato come il migliore in Europa, pubblicazioni sulla sua bonta le trovi nel sito dell'Università di Sassari, fac. di Farmacia,lavori di Moretti, GAvini, Peana ecc. In Sardegna lo trovi anche nelle conad e nele Sisa. Attenta al prezzo. In Sardegna il Cuoco sardo, sempre di San Gavino costa ale Conad circa 2 euro, ogni altro prezzo è illegale e segnalalo ad una associazone di consumatori, infatti ho visto anche prezzi da capogiro.

  • Stefano ha scritto: mercoledì 16 settembre 2009

    Ritorno appena da Stintino ( La Pelosa ), dire meravigliosa è poco... ma le seadas mangiate a pozzo san nicola a pochi km da stintino circa 10 sono le migliori della Sardegna , c'è sempre da fare la fila provare per credere ... AGGIUNGO anche che la gente del posto è veramente accogliente e molto calda .

  • daniela ha scritto: giovedì 03 settembre 2009

    potete scrivre per favore la ricetta delle seadas senza le uova. un grazie anticipato

  • Valentina ha scritto: venerdì 28 agosto 2009

    mamma mia, una settimana fa ho visitato la sardegna x la prima volta e mi sono letteralmente INNAMORATA delle vostre seadas!!! non potevo crederci che una sfoglia col formaggio potesse trasformarsi in dolce aggiungendo solo un velo di miele... molto delicato, per niente pesante, ne avrei mangiate mille al ristorante quella sera!!!!

  • ALIDA PIBIRI ha scritto: martedì 07 luglio 2009

    Insisto sulla pasta violata senza uova. Se vuoi dare colore alla pasta, fai sciogliere dello zafferano di San Gavino Monreale (CA) (è stato definito lo zafferano migliore in Europa per le sue proprietà organolettiche e per il profumo proprio che gli da il terreno della pianura campidanese) nell'acqua tiepida che utilizzi per impastare la semola di grano duro. Alida Pibiri, Figu-Gnnosnò (OR)

  • Nerina ha scritto: lunedì 06 luglio 2009

    Anche io sono sarda e sono cuoca e la ricetta proposta non è giusta. Ha ragione seadas che la pasta va preparata senza uovo e ci vuole il formaggio fresco lasciato inacidire e sciolto lentamentamente nel tegame(possibilmente di rame)con scorza di limone, finchè fila. Ammetto ogni variazione ma quella con il cioccolato e il mou non posso accettarla.

  • Alessio ha scritto: martedì 28 aprile 2009

    Io sono sardo e le Sebadas le preparo anche nel mio locale in Brasile con 1 uovo ogni 5oogr di farina (per dare colore) e non avendo qui formaggio di pecora utilizzo un formaggio fresco come la ricotta mischiato con un formaggio piú stagionato e compatto. NB non bisogna esagerare con la scorza di limone. oltre al miele o lo zucchero sono ottime con il cioccolato o con del mou di latte.

  • SEADAS ha scritto: lunedì 15 dicembre 2008

    La pasta delle seadas va preparata senza uova, l'uovo l'appesantisce e non le da la friabilità dovuta. La farcitura deve essere fatta con formaggio filante. La ricetta originale vuole il formaggio di pecora fresco lasciato inacidire e poi preparato in porzioni nell'acqua bollente dove si fa rinvenire. I mancanza di questo ingrediente, e di questo procedimento la ricetta è stata rivisitata utilizzando "su casigiolu" la cosidetta peretta. Perchè su casigiolu? Perchè per fare questo formaggio viene usato un procedimento particolare a caldo, E' assolutamento sconsigliato mettere il succo di limone che fa impazzire il formaggio, Si usa solo la buccia di limone o di arancio grattuggiato.

  • giorgio ha scritto: domenica 09 novembre 2008

    La zona d'origine delle seadas è la provincia di Nuoro. Complimenti per la documentazione, era infatti un secondo e, ancora oggi le anziane barbaricine lo preparano e lo servono come tale. Ridotto nelle dimensioni, oggi è un semplice e delicato dessert.

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