■ Preparazione
Lavate e spuntate le
melanzane (1), quindi tagliatele a fette di 4 mm di spessore in senso verticale (2) tagliando anche qualche fetta in senso orizzontale che servirà per guarnire il piatto alla fine. Ponetele in un colapasta cospargendole a mano a mano di
sale grosso (3), poi copritele con un piatto e sistemate al di sopra di esse un peso (4): lasciatele spurgare così per almeno un’ora.
Intanto preparate il sugo di
pomodoro mettendo in un tegame l'aglio a dorare assieme all'olio (5): aggiungete i
pomodori pelati (6).
Fateli cuocere a fuoco dolce (7) finchè non si spappoleranno, dopodiché passateli al setaccio (8) e rimettete tutto sul fuoco per fare addensare; una volta spento il fuoco, aggiungete metà delle foglie di
basilico fresche (9).
Sciaquate le
melanzane sotto l'acqua fredda corrente (10), poi asciugatele per bene con un canovaccio pulito (11) e quindi friggetele in
oliva">olio di
oliva ben caldo ma non bollente, fino a dorarle (12).
Trasferite le melamzane su della carta assorbente da cucina (13) per perdere l'olio in eccesso. Mettete quindi a lessare la
pasta (14) in abbondante
acqua salata e grattugiate la
ricotta in modo grossolano (15), mettendola da parte.
Mentre la
pasta cuoce, tagliate a listerelle le
melanzane fritte (16)(tutte tranne le fette più lunghe che serviranno per decorare i piatti). Trasferite le liste di
melanzane in una padella assieme a qualche cucchiaio di sugo di
pomodoro (17) e quando la
pasta sarà al dente, scolatela ed unitela al condimento in padella (18); fate salatare un minuto e poi impiattate la
pasta ricoprendola con il restante sugo di
pomodoro, qualche fetta di
melanzana intera, della
ricotta salata grattugiata, e le restanti foglie di
basilico fresco .
■ Consiglio
Per preparare questa gustosa pietanza, oltre agli spaghetti , si possono impiegare anche penne rigate, tortiglioni o “cavateddi”, degli gnocchetti di farina dalla forma di conchiglia, ricavati pazientemente a mano uno ad uno.
■ Curiosita'

Secondo una tesi, la dicitura "alla Norma", deriverebbe dai complimenti rivolti alla cuoca artefice di questa pietanza, con i quali la si definì autrice di una vera Norma, come a compararla al più autorevole capolavoro del musicista siciliano Vincenzo Bellini.