Pasta alla Norma

Primi piatti
Giallozafferano - Barilla La qualità degli ingredienti fa la differenza in ogni ricetta
Pasta alla Norma
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  • Difficoltà: bassa
  • Preparazione: 15 min
  • Cottura: 35 min
  • Dosi per: 4 persone
  • Costo: basso
  • Nota: + 60 minuti per spurgare le melanzane

Presentazione

Pasta alla Norma

La pasta alla Norma è un piatto di origine siciliana, in particolare è una specialità catanese creata come omaggio alla più bella opera del celebre compositore Vincenzo Bellini: la Norma.
Questo gustoso e classico primo piatto viene condito con sugosi pomodori pelati e fettine di melanzane fritte. Ma non sarebbe pasta alla Norma senza l'aggiunta di foglie di basilico fresco e una generosa grattugiata di ricotta salata aggiunta a fine cottura: tutti i profumi mediterranei riuniti in un solo piatto!
La pasta alla Norma è una pietanza dal gusto unico e avvolgente, preparata con ingredienti semplici e genuini: un vero tripudio di sapori assaggio dopo assaggio!

Ingredienti
Spaghetti N°5 320 g
Ricotta salata 200 g
Melanzane 500 g
Aglio 5 g
Basilico fresco 10 g
Sale grosso 50 g
Pomodori pelati 800 g
Olio di oliva extravergine 30 g
per friggere
Olio di semi di arachide 700 g
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Preparazione

Pasta alla Norma

Per preparare la pasta alla Norma cominciate dal condimento. Prendete le melanzane, lavatele, spuntatele e tagliatele a fettine di 0,5 cm di spessore con un coltello o una mandolina (1), che andrete a porre a strati in un colino appoggiato su di una ciotola; cospargete con sale ogni strato di melanzane che mettete nel colino (2). Coprite con un piatto o con un peso sistemato sopra per eliminare l'acqua in eccesso e per togliere il retrogusto amarognolo (3): lasciatele da parte per almeno 1-2 ore.

Pasta alla Norma

Prendete una padella antiaderente dai bordi alti, versate l’olio e fate rosolare due spicchi di aglio fino a farli dorare (4). Unite i pomodori pelati (se preferite potete anche schiacciarli prima con una forchetta) (5) ed aggiustate di sale (6) e pepe. Lasciate cuocere così per 15-20 minuti finché non raggiungono il bollore.

Pasta alla Norma

Passate i pelati al setaccio (7) per eliminare tutti i semini e fate nuovamente cuocere per ulteriori 10 minuti (8). A cottura ultimata, spegnete il fuoco ed aggiungete qualche fogliolina di basilico per insaporire (9). Tenete il sugo da parte.

Pasta alla Norma

A questo punto, riprendete le melanzane, sciacquatele sotto abbondante acqua per togliere il sale (10) e successivamente tamponatele con un panno pulito ben asciutto (11). Prendete un tegame dai bordi alti, riempite con l’olio di semi e portate alla temperatura di 170° (potete misurare con un termometro da cucina): versate poche fettine di melanzana alla volta in modo che la temperatura dell'olio rimanga tra i 170-180° (12).

Pasta alla Norma

Quando saranno dorate, scolatele con una schiumarola (13) e lasciate asciugare l’olio in eccesso adagiandole su un vassoio coperto con carta assorbente (14). Poi tagliatele a listarelle (15), tenendo da parte alcune fettine intere per la decorazione finale.

Pasta alla Norma

Unite le melanzane al sugo di pomodoro preparato in precedenza (conservatene una parte che vi servirà per impiattare) (16). Prendete quindi un tegame dai bordi alti, riempitelo d’acqua e portate a bollore. Salate e cuocete gli spaghetti al dente (17). Una volta cotti, scolateli e trasferiteli direttamente nella padella con il sugo di pomodoro e melanzane (18).

Pasta alla Norma

Fate saltare qualche minuto gli spaghetti per amalgamarli al sugo per insaporire (19). Grattugiate la ricotta salata a lamelle sottili (20); servite la pasta alla Norma, aggiungendo qualche cucchiaio di salsa che avete messo da parte, e terminate con una spolverizzata di ricotta (21), con qualche fettina di melanzana e qualche fogliolina di basilico.

Conservazione

Si consiglia di consumare la pasta alla Norma al momento. Potete conservarla in frigorifero in contenitore chiuso ermeticamente per al massimo 2 giorni. Si sconsiglia la congelazione.

Consiglio

Pomodoro fresco o pelato? Se potete, utilizzate quello fresco ma durante il resto dell’anno potete anche optare per i pomodori pelati!

Curiosita'

La pasta alla Norma, o per dirla alla catanese “C’a Norma” città natia del famoso compositore Vincenzo Bellini, deriva il suo nome dalla tradizione catanese per cui qualsiasi cosa-oggetto particolarmente bello e sbalorditivo si dice “è una Norma”. Si narra che il nome di questa preparazione derivi da un’affermazione di Nino Martoglio, commediografo siciliano, davanti ad un piatto di pasta con melanzane che riteneva particolarmente buono.

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I commenti (185)

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  • rita ha scritto: giovedì 05 maggio 2016

    Come é bello leggere commenti di persone di origina catanese e leggere le varie ricette, io sn campana xo la pasta alla norma é eccezionale oggi la faccio!

  • alfonso strefano ha scritto: martedì 03 maggio 2016

    Non c'entra un tubo Bellini in questa ricetta. Il nome di tale ricetta (“Pasta alla Norma”) nasce da un’inebriante espressione di stupore: “Signura Saridda, chissa è ‘na vera Norma!”. E fu esclamata dinnanzi a un bel piatto di pasta con la salsa, le melenzane e ricotta salata. Correva l’anno 1920 e ad esternarla fu Nino Martoglio, ospite a cena dai coniugi Janu e Saridda Pandolfini. A quel tavolo, i due coniugi, avevano riunito alcuni dei maggiori personaggi doc catanesi, tra i quali oltre a Martoglio, famoso e celebrato poeta dialettale, vi sedevano Pippo Marchese, Turi Pandolfini, Peppino Fazio e non poteva mancare Angelo Musco, zio della signora Saridda. Insomma il gota, tra ospiti e ospitanti, della sicilianità teatrale di quell’epoca di cui Catania ne rappresentava la capitale. Fu questa qualificata “banda culturale” ad associarsi, inneggiando, alla felicissima sortita del poeta Martoglio divulgandola poi a mezza Catania fino a farla diventare un’icona della cucina catenese. Un’adozione non tanto faticosa. Perché l’esclamazione “Pari ‘na Norma”, sembra una Norma, a Catania era, ed è tuttora, il paragone corrente per l’iperbolica mania da cui, sono sempre stati affetti gli immaginifici catanesi. Ed è ancora il massimo complimento a loro disposizione, per magnificare, oltre ogni dire, tutto ciò che amano ammirano e gustano.

  • maria ha scritto: sabato 30 aprile 2016

    e se si aggiungesse un pizzico di curcuma?

  • Redazione Giallozafferano ha scritto: martedì 03 maggio 2016

    @maria: Ciao Maria, la cucina è fantasia quindi se preferisci puoi aggiungere la curcuma, ovviamente è una nota molto particolare da dare ad una ricetta tradizionale! smiley

  • valentina ha scritto: domenica 24 aprile 2016

    ciao Sonia, ho letto la ricetta, quanta nostalgia per questo piatto che i catanesi mangiano davvero più volte alla settimana e non considerano un piatto della domenica. Ho letto i commenti, quando ancora vivevo a Catania (e non a Roma), il formato di pasta che andavo ad acquistare da un amico che ha un pastificio era il "maccherone casereccio lungo", una sorta di bucatino molto più "cicciotto" lungo circa 15 cm che le nonne di un tempo facevano in casa arrotolando la pasta su un ferro da calza! Devo dire che il sugo di pomodoro semplice, che noi catanesi chiamiamo "salsa" per distinguerlo da tutti gli altri sughi più elaborati, è tipicamente fatto con l'aglio, schiacciato ma lasciato intero. Le melanzane andrebbero aggiunte a tavola dai commensali e la ricotta di solito è solo salata anche se a Messina si usa tanto la ricotta salata infornata che si presenta di colore beige. Per chi non l'avesse mai provata, devo dire che esiste anche la pizza alla Norma, di solito senza mozzarella, ma per chi come me è amante dei formaggi, il consiglio è di provarla con base margherita e melanzane fritte a fette sopra e all'uscita dal forno una generosa grattugiata di ricotta salata. Credo che nei prossimi giorni mi concederò un delizioso piatto di pasta alla Norma e chissà: magari con un po' di fortuna troverò in qualche pastificio gli amati caserecci! Grazie Sonia e Giallo Zafferano.

  • Giorgio Marino ha scritto: sabato 09 aprile 2016

    Spaghetti per fare la Norma? Melanzane lunghe? pomodori pelati passati al setaccio? Olio di semi per friggere le melanzane? Chi ha suggerito di mettere una melanzana dentro il sugo? una cosa e' fare le variazioni sul tema, sempre ben accettate, un'altra cosa e' descrivere la ricetta originale, decantata da Nino Martoglio, che non e' certamente questa che avete descritto in questa rubrica. Se volete descrivere la ricetta originale, Ve lo dice un catanese di nascita con la nonna cuoca, allora dovete: 1- Usare sempre e soltanto i maccheroni rigati 2: trovare le Melanzane di sita ( quelle violacee) oppure tonde ( dette turche) non quelle oblunghe, che a Catania neanche conoscono, da friggere in padella CON OLIO DI OLIVA EXTRAVERGINE dopo averle tenute sotto sale e acqua con un peso per almeno un'ora. 3 usare pomodoro fresco del tipo costoluto di pachino o della piana di Catania tagliato a pezzi, togliendo prima bucce e i semi e messo in padella con olio Di Oliva e uno spicchio di aglio intero da togliere alla fine della cottura. Il pomodoro a pezzi va battuto con un cucchiaio di legno per almeno mezz'ora e anche più' e la salsa e' cotta quando l'olio sale a galla ( diceva mia nonna). La salsa deve essere un po' dolce ( si puo' aggiungere un po di zucchero volendo). Mai agra o cruda o acida. Il bello della Norma e' il contrasto tra la ricotta salata e il dolce della salsa. 4- Melanzane cotte nel sugo di pomodoro? ORRORE! le melanzane senza buccia ( ma ci sono due scuole di pensiero diverse, fritte con tutta la buccia oppure togliendo prima la buccia) vanno solo fritte dorate e lasciate raffreddare cosi che rilascino l'olio in piu' poi tagliate le fette per lungo a strisce larghe circa 1-2 cm lunghe 4-5 cm ( MAI intere, MAI a cubetti) e messe sui maccheroni gia' arrossati con la salsa, con sopra due tre cucchiai di altra salsa quindi le strisce di melanzana, quindi una generosa spruzzata di ricotta salata ( MAI INFORNATA, che e' un'altra cosa, MAI PARMIGIANO ) quindi il basilico fresco, possibilmente quello siciliano a foglie piccole e profumatissimo, purtroppo ormai introvabile. Questa e' l'ORIGINALE. pasta 'cche mulinciani e a ricotta salata (cosi' la chiamavano i catanesi, il nome pasta 'cca Norma e' venuto dopo tanti anni ). A Catania, d'estate, tanti anni fa un catanese non si sentiva catanese se non la mangiava almeno 2 volte alla settimana. Poi ognuno puo' sbizzarrirsi e fare tutte le variazioni che vuole.. de gustibus.. diceva Nino Martoglio. Ma l'originale ( e secondo me la migliore) e' questa!

  • Rina ha scritto: mercoledì 02 marzo 2016

    Molto buona,il consiglio di bucare le fette di melanzane prima di friggere non lo sapevo, grazie.

  • Emanuele ha scritto: domenica 28 febbraio 2016

    L'ho fatta oggi. Stupenda.. Mi sono fatto consigliare da un'amico siciliano che vende verdure con il camion qui s Pisa e mi ha dato una melanzana rotonda che è senza semi e la ricotta che m a dato è cotta al forno. Mi ha anche spiegato come friggere uniformemente senza che assorbano l'olio bucando le fette. E x servirla 3 fette sul bordo del piatto, la pasta in mezzo e la ricotta a scaglie sopra. Peccato che non si possa inviare la foto che ho fatto. Ho avuto i complimenti di tutti nonostante sia la prima volta che l'ho fatta.

  • Gianluca ha scritto: domenica 14 febbraio 2016

    Aglio nella norma?!?!

  • Redazione Giallozafferano ha scritto: lunedì 15 febbraio 2016

    @Gianluca:Ciao Gianluca, noi abbiamo usato l'aglio per insaporire il sugo ma se preferisci puoi ometterlo. smiley

  • Giancarlo ha scritto: venerdì 22 gennaio 2016

    Molto bono e facile

  • LUIGI ha scritto: mercoledì 20 gennaio 2016

    ...è un piatto bello da vedere e buono da gustare!

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