Cuddrurieddri calabresi

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PRESENTAZIONE

Il Natale è periodo di feste e tradizioni e per la vigilia dell'Immacolata a Cosenza si preparano i cuddrurieddri! Un nome difficile da pronunciare anche per molti calabresi, che spesso preferiscono chiamarli cullurielli. Queste sfiziose ciambelline sono realizzate con un impasto a base di patate e si possono servire con salumi e formaggi, o gustare come street food nelle vie della città mentre si termina di acquistare gli ultimi regali da mettere sotto l'albero. I cuddrurieddri però non sono solo questo, sono una ricetta tramandata di generazione in generazione e si preparano in casa per riunire tutta la famiglia! Con lo stesso impasto potrete preparare anche le vecchiarelle, dei panzerotti ripieni di acciughe e caciocavallo. Quest'anno scaldate il vostro Natale preparando anche voi i cuddrurieddri, seguendo la nostra ricetta sarà davvero semplice! 

INGREDIENTI

Ingredienti per 15 cuddrurieddri
Patate 1 kg
Farina 00 1 kg
Lievito di birra fresco 25 g
Acqua tiepida 280 g
Sale fino 12 g
per friggere
Olio di semi di girasole q.b.
Preparazione

Come preparare i Cuddrurieddri calabresi

Per preparare i cuddrurieddri come prima cosa ponete le patate a bollire 1. Dopo 30-40 minuti, in base alla loro dimensione, saranno cotte; scolatele e ancora calde schiacciatele con lo schiaccia patate 2, raccogliendo la purea in una ciotola molto capiente 3. In questo caso non ci sarà bisogno di sbucciarle, perchè la buccia resterà all'interno dello schiacciapatate. 

Versate l'acqua tiepida in una ciotola, unite il sale 4 e mescolate 5. Aggiungete il lievito sbriciolato e mescolate ancora 6

Versate questo liquido all'interno delle patate 7 e mescolate con un cucchiaio fino ad ottenere una crema 8. Aggiungete tutta la farina in un colpo e iniziate ad impastare con le mani 9,  

trasferite poi il composto su un piano e lavorate ancora fino ad ottenere un composto omogeneo 10. Utilizzando un tarocco o un coltello ricavate dei pezzi da circa 140 g 11 e aiutandovi con le mani formate delle palline 12

Man mano ponetele su un vassoio dove avrete posizionato un canovaccio, distanziandole tra loro 13. Coprite con un altro canovaccio 14 e lasciate lievitare per circa 30 minuti 15

A questo punto versate l'olio di semi in un tegame e scaldatelo fino a raggiungere la temperatura di 170°. A questo punto sollevate la prima pallina e infilando le dita al centro, create il foro allargandole leggermente. Se dovessero appiccicare troppo potete inumidirvi le mani. Immergete la prima ciambella nell'olio caldo e muovetela aiutandovi con un mestolo. Inserendo la parte posteriore del mestolo all'interno del buco della ciambella, riuscirete ad allargarla ulteriormente. 

Cuocete per circa 2-3 minuti girando la ciambella di tanto in tanto fino a che non sarà ben dorata. Scolatela dall'olio 19 e trasferite su un vassoio foderato con carta da cucina 20. Procedete in questo modo fino a cuocere tutti i cuddrurieddri e serviteli ancora caldi 21

Conservazione

Si consiglia di consumare i cuddrurieddri al momento. In alternativa è possibile conservarli un giorno in frigo oppure congelarli e scaldarli in forno prima di servirli. 

Consiglio

E per una versione dolce? Passate le ciambelline nello zucchero ancora calde, come se fossero delle graffe! 

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COMMENTI4
  • mariartu
    lunedì 16 dicembre 2019
    Anche passati uno x volta nello zucchero sono buonissime.. Almeno dalle mie parti le fanno così ☺️
  • francesca parisi
    sabato 07 dicembre 2019
    A casa mia non era Natale senza questa preparazione. Tradizione familiare vuole che la prima ciambella non venga mangiata perché é per Gesù e si prende poi un po' di impasto da appiccicare sul muro della cucina e darle la forma della croce. Se questa croce non arriva appiccicata all'Epifania si crede che il nuovo anno sarà infausto. Anche una pessima lievitazione viene visto come presagio di un anno brutto. Grazie per far conoscere queste ricette a tutti e per aiutare le nuove generazioni (troppo prese dal quotidiano) a tenere vive tradizioni che rischiano di finire nel dimenticatoio soprattutto in coloro che hanno lasciato il Sud Italia da piccola come me. Penso che farò provare ai miei bambini queste delizie per tenerli agganciati alle loro origini in parte meridionali. Grazie ancora.