Fonduta alla Valdostana

PRESENTAZIONE

La fonduta è una preparazione a base di fontina caratteristica della zona Alpina compresa tra la Valle d'Aosta, il Piemonte, la Savoia e la Svizzera.
In realtà, nonostante la piccola diatriba nata tra queste regioni, quella che è riuscuta ad accaparrarsi la paternità della ricetta, è la Valle d'Aosta, visto che l'ingrediente principale nella preparazione della fonduta è proprio la fontina valdostana DOP.
Naturalmente, ognuna di queste regioni propone una versione diversa della fonduta, con un formaggio diverso, tranne il Piemonte che ricalca completamente la ricetta Valdostana.
L'origine della fonduta, invece, non è molto chiara: secondo alcuni sarebbe nata a Torino ad opera dei Savoia, mentre secondo Anthelme Brillat-Savarin la fonduta sarebbe di ispirazione svizzera.
Pellegrino Artusi, nel suo ormai ormai famosissimo libro di cucina, cita la fonduta facendola entrare di diritto nella classifica delle ricette più gustose d'Italia, definendola "cicimperio".
Non solo Pellegrino Artusi rimase colpito questa ricetta, ma anche Giovanni Vialardi, cuoco dei re Carlo Alberto e Vittorio Emanuele II, che nel 1854 la inserì nel suo "Trattato di cucina".

Leggi anche: Costolette alla Valdostana

INGREDIENTI
526
CALORIE PER PORZIONE
Fontina 400 g
Latte intero 250 g
Tuorli (di uova medie) 4
Burro 40 g
Pepe bianco q.b.
Preparazione

Come preparare la Fonduta alla Valdostana

Tagliate la fontina a fettine sottili e mettetela a bagno per almeno 2 ore in una pentola con il latte.
Trascorse le due ore, mettete sul fuoco basso la pentola e, dopo aver aggiunto il burro, mescolate il tutto continuamente con una frusta metallica o un mestolo di legno, fino a che il formaggio non sia completamente fuso.
Aggiungete quindi, i tuorli d'uovo e continuate a cuocere mescolando per almeno altri 30 minuti fino ad ottenere un composto omogeneo e abbastanza denso, ma non troppo.
Spegnete ill fuoco e servita la fonduta nell'apposito contenitore con fornellino o, in alernativa, in un tegame di coccio precedentemente riscaldato in forno per fare si che la fonduta si mantenga calda e quindi ancora ben densa.

Curiosità

Nella tradizione Piemontese, questo piatto, si serve come antipasto caldo o come "entrèe" dopo il primo e prima delle carni.

Consiglio

È fondamentale non fare mai bollire il formaggio durante la cottura: se avete un termometro da cucina, potete verificare che la temperatura rimanga costante sui 60-70°. Una volta pronta, vi suggerisco di gustare la fonduta con carne, polenta o verdurine cotte: non esagerate con le porzioni, perché non si tratta certo di un piatto leggerissimo! Nota finale per libidinosi: una volta nella vita, cospargetela con una spolverata di tartufo bianco o grigio, è un’esperienza indimenticabile!

78 COMMENTI
Commenta o chiedici un consiglio
  • Donato1607
    venerdì 08 marzo 2019
    Posso usare il Reblochon con questa ricetta?
    Redazione Giallozafferano
    venerdì 08 marzo 2019
    @Donato1607:Certo smiley
  • marco994
    sabato 29 dicembre 2018
    Ciao! che dose mi consigliate per riempire circa 24 vol au vent? grazie!
    Redazione Giallozafferano
    sabato 29 dicembre 2018
    @marco994: Ciao, per praticità rispetto alle dosi ecco la ricetta completa di una nostra blogger, da cui puoi adattare le dosi per il numero che devi fare: Vol-au-vent con fonduta dal blog "Appunti di cucina".
RICETTE CORRELATE

Ti suggeriamo