Roccocò

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Roccocò
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  • Difficoltà: bassa
  • Preparazione: 20 min
  • Cottura: 25 min
  • Dosi per: 11 pezzi
  • Costo: basso

Presentazione

Sebbene si tratti di un dolce campano tipico del periodo natalizio, così come le zeppole e i mostaccioli, a Napoli è possibile trovarli praticamente sempre a causa della grande richiesta da parte dei turisti… e non solo! Del resto non è difficile capirne il motivo: i roccocò sono croccanti ciambelline dolci dall'impasto a base di mandorle profumato e impreziosito da scorza d’arancia e dal famoso pisto, un particolare misto di spezie: una vera prelibatezza! Questi dolci tipici si possono assaporare in una doppia versione: quella "spacca denti" e una leggermente più morbida, come quella che abbiamo preparato noi. La ricetta vi ha incuriositi, ammettetelo, quindi mani in pasta e preparate insieme a noi i roccocò!

Ingredienti per 11 roccocò

Mandorle 100 g
Farina 00 250 g
Zucchero 250 g
Cedro candito 100 g
Pisto 2 g
Scorza d'arancia q.b.
Acqua a temperatura ambiente 87 g
Bicarbonato 1 pizzico
Uova per spennellare 1

per decorare (facoltativo)

Mandorle 30 g
Preparazione

Come preparare i Roccocò

Roccocò

Per preparare i roccocò cominciate dalla tostatura delle mandorle con la pellicina. Per farlo basterà disporle su una leccarda e passarle in forno preriscaldato a 180° per 5 minuti (1). Una volta tostate, estraetele dal forno, lasciate intiepidire qualche istante quindi versatene 50 grammi in un mixer (2) e frullate fino ad ottenere un composto sufficientemente sabbioso; le altre tenetele da parte (3).

Roccocò

Tagliate il cedro candito a cubetti (4) e dedicatevi all’impasto: in una ciotola unite la farina 00 con lo zucchero ed il bicarbonato (se volete rispettare la ricetta tradizionale utilizzate l'ammoniaca alimentare al posto del bicarbonato, nelle stesse dosi) (5), poi il mix di spezie indicato (o nel rispetto della ricetta tradizionale, il pisto) (6).

Roccocò

e le mandorle tritate (7). Grattugiate la scorza di ¼ d’arancia (8) e impastate versando l’acqua a temperatura ambiente a filo (9) fino ad ottenere un impasto molto compatto e asciutto.

Roccocò

Unite il cedro tagliato a cubetti insieme a 50 grammi di mandorle intere (10), amalgamate anche questi al composto e poi trasferite il tutto sul piano da lavoro (11). Continuate ad impastare fino ad ottenere un panetto liscio (12).

Roccocò

Lavorate l’impasto con le mani fino ad ottenere un rotolo (13) dal quale potrete ricevare 11 pezzi da circa 75 grammi l’uno, semplicemente staccando con le mani, per preservare l'integrità delle mandorle intere. Dai pezzi ricavate dei bigoli lunghi circa 20 centimetri (14), poi unite le due estremità (15), per formare una ciambellina.

Roccocò

Pinzate con le dita le due estremità per sigillarle, in modo che mantengano la forma durante la cottura (16). Trasferite le ciambelle su una leccarda rivestita con carta forno (17) e spennellate la superficie con dell’uovo leggermente battuto (18). Se decidete di aggiungere i 30 grammi di mandorle facoltative per decorare la superficie potete farlo ora, dopo aver spennellato le ciambelline.

Roccocò

Cuocete in forno preriscaldato a 180° per 25 minuti, fin quando non saranno diventate leggermente dorate (19). Prima di servire i vostri roccocò lasciateli raffreddare completamente su una gratella (20). A questo punto i vostri roccocò saranno pronti per essere gustati (21).

Conservazione

I roccocò possono essere conservati in una scatola di latta per 10 giorni.

Si sconsiglia la congelazione.

Consiglio

Potete ottenere dei roccocò più duri cuocendoli 5-10 minuti in più, eventualmente facendo una prova con un paio di ciambelline come prima infornata, per regolarvi meglio sui tempi. Potete omettere il cedro candito se non lo preferite.
Se non riuscite a reperire il pisto potete sostituirlo con un mix in polvere di cannella, chiodi di garofano, noce moscata e pepe nero.

Curiosità

Sembra che i roccocò risalgano già al 1320, quando le monache del Real Convento della Maddalena, cominciarono a mescolare questi ingredienti per ottenere un dolce poco ricco. La forma arrotondata che ricorda una conchiglia d’ispirazione barocca, prende il nome francese di rocaille successivamente napoletanizzato successivamente dagli stessi partenopei in roccocò! Dall’8 dicembre in poi è consuetudine preparare questi dolci fino alla fine delle festività natalizie. Nella versione più dura del biscotto nasce spontaneamente l’usanza di tenere immerso il dolce, che viene prima spezzato tra le mani, in un bicchierino con limoncello, marsala… o spumante se avanzato dalla notte di capodanno!

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I commenti (39)

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  • valedusci ha scritto: mercoledì 07 marzo 2018

    Si ho eseguito tutto alla lettera e utilizzato ammoniaca come agente lievitante.. peccato perché il gusto era molto buono ☹️

  • Redazione Giallozafferano ha scritto: mercoledì 07 marzo 2018

    @valedusci: Ciao, tieni conto comunque che i roccocò non si devono gonfiare molto come puoi vedere nella foto, e anche la consistenza rimane abbastanza croccante smiley

  • valedusci ha scritto: giovedì 18 gennaio 2018

    Ciao, come gusto i miei erano ottimi, peccato che appena messi in forno si sono sviluppati solo in larghezza e appiattiti.. sono venuti bassi e gommosi ☹️ cos’ho sbagliato secondo voi?

  • Redazione Giallozafferano ha scritto: giovedì 18 gennaio 2018

    @valedusci: Ciao, ci dispiace per il risultato insperato. Hai utilizzato l'ammoniaca o un altro tipo di lievito? Hai seguito la ricetta così com'è e pesato accuratamente tutti gli ingredienti?

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