Strozzapreti al sugo di canocchie

PRESENTAZIONE

Gli strozzapreti o stangolapreti sono un particolare tipo di pasta molto usata in tutta Italia, che, a seconda della regione, può assumere aspetto molto diverso. Questo piatto è tipico della cucina Romagnola.
Il nome strozzapreti, secondo i detti popolari e le leggende, deriverebbe dalla similitudine che questa pasta in formato lungo avrebbe con le stringhe delle scarpe che un tempo gli anarchici usavano per strozzare i preti. Secondo un'altra versione invece, si faceva riferimento agli gnocchi (chiamati anch’essi strangolapreti), che avrebbero dovuto soffocare i preti che con ingorda voracità ne mangiavano in abbondanza, data la loro propensione a trattarsi molto bene a tavola.
Anche se gli strozzapreti o strangolapreti, vengono cucinati in svariati modi, trovano la loro esaltazione con sughi a base di frutti di mare oppure ragù.

Leggi anche: Tortini di canocchie

INGREDIENTI
474
CALORIE PER PORZIONE
Strozzapreti 350 g
Canocchie 12
Scalogno 1
Vino bianco 1 bicchiere
Peperoncino fresco q.b.
Passata di pomodoro 300 g
Basilico q.b.
Olio extravergine d'oliva ½ bicchiere
Sale fino q.b.
Preparazione

Come preparare gli Strozzapreti al sugo di canocchie

Per preparare gli strozzapreti al sugo di canocchie iniziate sciacquando molto bene le canocchie, conservate quindi le 4 più grosse ed estraete la polpa dalle altre.  Per facilitare l’operazione è consigliabile immergere le canocchie per qualche secondo in acqua bollente, di questo modo sarà più facile estrarne la polpa 1. Tritate quindi lo scalogno 2 e fatelo imbiondire in un tegame con l’olio a fuoco dolce insieme a qualche pezzettino di peperoncino .
Mettete poi tutte le canocchie: la polpa a pezzetti e quelle intere nello scalogno imbiondito e sfumate con il vino bianco 3,

poi, quando sarà evaporato, unite la passata di pomodoro 4.
Mescolate con delicatezza e fate addensare il sugo facendo attenzione a non rompere le canocchie intere. In ultimo salate e aggiungete qualche foglia di basilico 5. Fate cuocere in abbondante acqua salata gli strozzapreti 6, scolateli e fateli saltare nel sugo di canocchie qualche istante.
Servite guarnendo ogni piatto con una canocchia intera e qualche foglia di basilico.

25 COMMENTI
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  • bibino59
    martedì 06 novembre 2018
    Complimenti per la ricetta, ottima. Ma sgombriamo il campo una volta per tutte da questa ridicola storiella dei preti strozzati. La parola Strangolapreti (e non strozzapreti) viene, attraverso la lingua napoletana , dalle due parole Strànguloi e Prepto che in Greco antico significano rispettivamente “di forma tondeggiante e allungata” e “incavare”: dalla prima parola derivano anche Strùffoli, Strùmmolo (in Napoletano l’antica trottola di legno di forma conica), Stròbilo (nome botanico della pigna) e il nome di Stromboli, isola che, rovesciata, ha appunto forma identica allo Strùmmolo. Prepto invece vuol dire incavare: come lo sono gli gnocchi, le orecchiette, i cicatieddi pugliesi, ed altra pasta che si cava col pollice durante la preparazione. Col trascorrere dei secoli la parola è passata per l’ignoranza e la fantasia del popolo che ha immaginato (sicuramente con un pizzico di satira) i preti strangolati; e la parola stessa è passata ad indicare, attraverso tutta l’Italia, vari formati di pasta di diverse forme e dimensioni. Ricordo però che con la parola Stràngulapriveti, mio nonno nato a Napoli alla fine dell’800, indicava senza possibilità di malinteso, gli gnocchi fatti in casa.
  • Alessandro
    domenica 26 novembre 2017
    Per gli strozzapreti: farina di grano tenero 00 e circa metà del peso di acqua, sale (c'è anche chi aggiunge un uovo intero ogni circa mezzo chilo di farina). Si impasta fino ad ottenere un impasto morbido, omogeneo e non appiccicoso; si stende (poco più spesso delle lasagne) e si formano delle strisce di circa 1.5 cm, quindi ci si inumidisce leggermente le mani e si arrotola la strisciolina con un movimento in diagonale, interrompendola ogni 10 cm circa. Pulizia canocchie: si taglia metà della testa, e metà delle chele laterali, quindi le zampette che stanno sotto alla testa, poi si spunta la coda in modo da eliminare gli spuntoni, con le forbici si alzano le zampette sul ventre e si tagliano via, infine si taglia sue due lati (per tutta la lunghezza) eliminando le due (o quattro) chele della coda e le tre zampette per lato; si taglia in tre parti la canocchia. Se c'è del corallo, lo si lascia. Per il sugo: si soffrigge in olio lo scalogno (e aglio in camicia che viene poi rimosso, se piace), si aggiungono le canocchie a pezzetti, si sfuma con aceto o vino bianco, si aggiungono i pomodorini maturi rotti con le mani, sale, pepe ed eventualmente poca passata (se piace più rosso), quindi un mestolino di acqua calda o brodo vegetale o fumetto e si cuoce per circa 10 minuti o finché il pomodoro è cotto. Infine si mantecano gli strozzapreti, cotti per pochi minuti in acqua, e si finisce con del prezzemolo tritato non troppo finemente. Almeno questa è la versione tradizionale della mia zona. Capisco gli sponsor, ma gli strozzapreti della Barilla proprio NO!
4 FATTE DA VOI
Anna75.maz
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MY FAMILY
Come pasta ho scelto i vermicelli n7 ❤️❤️
dgiova
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angela.iaco
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