Tentasiù de la spusa

PRESENTAZIONE

Tentasiù de la spusa

Con la ricetta di oggi portiamo in tavola un dolce contadino bresciano che ha origini antiche ed è sconosciuto a molti: le tentasiù de la spusa. Scopriamo tutti i segreti di questo dolce con Mario del blog BasilicoePrezzemolo.
Mario arriva da Gargnano in provincia di Brescia, è amante della sua terra e della sua storia culinaria per questo ha deciso di riscoprire insieme a noi una ricetta antica di cui si sono perse le tracce: le tentasiù de la spusa.
Delle tentasiù de la spusa, che in dialetto significa la tentazione della moglie (o sposa), non si sa molto se non che venivano preparate nella zona tra la Valle Camonica e l’alta Valle Trompia in occasioni di matrimoni e di festività ad essi legate, come suggerito dal nome stesso. Non esiste una ricetta ufficiale ma molte interpretazioni tramandate di generazione in generazione, la ricetta proposta è tratta da “Modernità della cucina bresciana”, un antico ricettario ritrovato da Mario.
Le tentasiù de la spusa, come tutte le ricette contadine, sono dei dolci preparati con ingredienti semplici e poveri: acqua, farina, miele e frutta secca. Per realizzare le tentasiù si prepara un impasto molto morbido a cui viene data la forma di piccole spirali che poi vengono fritte e guarnite con miele e frutta secca.
Il segreto di questa ricetta è nell’impasto: per ottenere un risultato ottimale bisogna assicurarsi che l’impasto sia sempre ben freddo per poterlo lavorare al meglio.
Andiamo a scoprire con Mario queste irresistibili tentasiù de la spusa!

Leggi anche: Crispelle

INGREDIENTI

Ingredienti per 20 tentasiù
Farina 0 250 g
Burro 150 g
Acqua a temperatura ambiente 125 g
Sale fino 1 pizzico
Olio di semi di arachide 1,5 l
Per guarnire
Miele millefiori 100 g
Uva passa 30 g
Pinoli 25 g
Burro 25 g
Noci 20 g
Zucchero a velo q.b.
Preparazione

Come preparare i Tentasiù de la spusa

Per realizzare le tentasiù de la spusa per prima cosa preparate la pasta: sciogliete il burro a bagnomaria o nel microonde e lasciatelo intiepidire. In una ciotola capiente mescolate la farina setacciata e il sale 1, aggiungete il burro sciolto 2 e mescolate con una forchetta. Aggiungete a filo anche l’acqua a temperatura ambiente 3 e impastate fino a raccogliere tutti gli ingredienti. Se l'impasto dovesse risultare troppo asciutto aggiungete più acqua viceversa se dovesse risultare troppo liquido unite altra farina. (In alternativa potete preparare la pasta ponendo in un mixer la farina e il burro freddo a pezzetti in modo da ottenere un composto sabbioso  e poi proseguire impastando a mano, unendo  l'acqua).

L’impasto sarà pronto quando si staccherà dalle pareti e dalle mani 4. Coprite con la pellicola la ciotola 5 e lasciate riposare in frigorifero per almeno 1 ora. Ora preparate la guarnizione: tritate grossolanamente, quindi meglio al coltello, i pinoli 6,

le noci 7, e l’uvetta 8, ponete la frutta secca in una ciotola e tenetela da parte 9.

Occupatevi della glassa al miele: sciogliete a bagnomaria 25 g di burro 10, quando sarà sciolto aggiungete il miele 11 e infine il composto di frutta secca precedentemente tritata 12. Lasciate tutto sul fuoco a bagnomaria per far sì che il composto resti liquido e non si rapprenda.

Riprendete l’impasto, ponetelo sopra un foglio di carta da forno 13 ricopritelo con un altro foglio di carta da forno 14 in modo che non si attacchi alla spianatoia e non ci sia bisogno di aggiungere farina all’impasto. Stendete la pasta con il mattarello 15,

creando una sfoglia tonda abbastanza sottile, circa 2 mm 16. Dividete a metà la sfoglia con un tagliapasta liscio e  ritagliate delle strisce di pasta larghe 1 cm e lunghe 10 cm 17. Partendo da un angolo delle strisce, arrotolatele creando delle spirali (o torciglioni) compatte ma con un diametro non troppo piccolo 18 (se l'impasto dovesse risultare troppo morbido da lavorare potete porre in frigorifero le strisce di pasta prima di dare la forma a spirale).

Per mantenere il ricciolo durante la cottura arrotolate ben strette le spirali 19. Ponete sul fuoco una padella con fondo alto con l'olio di semi, verificate con un termometro da cucina che la temperatura dell'olio raggiunga i 170° e immergete nella padella le tentasiù aiutandovi con mestolo forato in modo da preservare la forma delle spirali 20. Friggete le tentasiù poche alla volta 21, la temperatura non dovrà mai superare i 170° altrimenti bruceranno, viceversa risulteranno troppo secche se la temperatura scenderà al di sotto dei 170°. (Se volete potete utilizzare anche una friggitrice oppure in alternativa potete cuocere le tentasiù de la spusa in forno statico a 200° per circa 15 minuti o ventilato a 180° per 10 minuti).

Le tentasiù saranno pronte quando risulteranno ben dorate 22, ci vorranno un paio di minuti. Scolatele su un vassoio ricoperto di carta assorbente,  ponetele poi su un piatto da portata e, aiutandovi con un cucchiaino, cospargetele con il composto di miele e frutta secca che avrete tenuto al caldo 23, per finire spolverizzatele con lo zucchero a velo 24. Gustate le tentasiù de la spusa tiepide in modo da evitare che assorbano l'umidità del miele risultando poi troppo gommose.

Conservazione

Consumate subito le tentasiù de la spusa, quando sono ancora tiepide.
Essendo un dolce fritto si può consumare anche il giorno dopo, ma la resa sarà diversa.
Potete congelare l’impasto crudo e scongelarlo il giorno prima in frigorifero.

Consiglio

Regole fondamentali perché le tentasiù de la spusa rimangano in forma! La prima: munirsi di termometro da cucina, per verificare che la temperatura dell'olio sia esattamente di 170° (possibilmente, non barare: appena più alta o appena più bassa non sono alternative valide...). La seconda: la pasta deve essere fredda quindi, se dovesse ammorbidirsi troppo, rimettetela immediatamente in frigorifero ed estraetela solo quando si sarà rassodata!

15 COMMENTI
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  • Sono il dio dei fornelli
    lunedì 17 agosto 2015
    io li mangio sempre alle feste più importanti che la mia mamma fa... li ho sempre mangiati essendo Bresciano doc
  • ***lidiaf***
    domenica 23 marzo 2014
    Ero molto incuriosita da questa ricetta...ho voluto provarla ma quando gli ho fritti si sono impregnati di olio e lo hanno assorbito...peccato
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